Lodi, 18 luglio 2026

(Francesco Carrubba) "Nel ricordo incessante e doloroso di questi martiri dobbiamo soltanto proporci di continuare il loro impegno, tenere viva la loro memoria e continuare a lottare per una rigenerazione morale del Paese". Con la citazione di Antonino Caponnetto, capo del pool antimafia di Palermo, è stata svelata la targa, sbiadita e ora restaurata, dell'Ulivo della Legalità piantato da più di 20 anni, per la precisione dalla Carovana Antimafia 2003, in Piazza San Lorenzo in centro a Lodi.

La cerimonia si è tenuta questa mattina, su iniziativa del consigliere comunale Michele Merola, con la partecipazione di un gruppo di cittadini, oltre che di autorità e istituzioni come la vicesindaca Laura Tagliaferri, l'assessora Simonetta Pozzoli, il Comandante provinciale dei Carabinieri Colonnello Alberto Cicognani, il questore Antonio Giuseppe Salvago, Don Emilio Contardi, la consigliera regionale Roberta Vallacchi, la Guardia di Finanza, la Provincia e il Presidente del Tribunale di Lodi Angelo Gin Tibaldi, che ha conosciuto personalmente Borsellino.

L'evento, infatti, ha acquistato un significato ancora più intenso alla vigilia del 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio, che cade domani. Nell'occasione sono stati commemorati il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

"Tutti noi ci ricordiamo esattamente cosa stavamo facendo l’11/09 del 2001. Anche io, naturalmente - ha detto Michele Merola - ma altrettanto bene mi ricordo dove ero e cosa stavo facendo quando è arrivata la notizia dell’attentato mafioso contro Borsellino. C’era già stato quello contro Falcone solo due mesi prima. Si respirava un clima di forte sgomento, incredulità, smarrimento. L’anno successivo l’attacco ai simboli della cultura a Firenze, via dei Georgofili, e a Milano, via Palestro. Da lì per una generazione partì un moto di risveglio civile".

"Da lì è nato il nostro impegno associativo su questi temi della mafia e soprattutto del contrasto alle mafie. Mafie al plurale. Tra gli altri, invitando il giudice Antonino Caponnetto, capo proprio di quel pool antimafia di Palermo del 1994. E poi tutta l’esperienza della Carovana Antimafia - ha ricordato Merola - tenere viva la memoria e trasmettere: se ne parla ancora? I tempi sono mutati ma dovremmo riprendere: per questo è importante essere qui oggi".