Un campionatore portatile
Lodigiano, 1 agosto 2026
(Francesco Carrubba) Ben 113 famiglie in questi giorni stanno ricevendo lettere ed e-mail con i primi risultati dello studio One Health che ha coinvolto 122 bambini, incluse nove coppie di fatellini. Alla ricerca dell'Università degli Studi di Milano hanno partecipato dieci scuole di Lodi e provincia. Sono state effettuate tre campagne di arruolamento in città: due nella sede Fiab e una all’ufficio relazioni con il pubblico del comune.
Lo studio è stato condotto dal 17 novembre 2025 al 31 marzo 2026: "L'obiettivo è valutare la relazione tra l'esposizione all'inquinamento atmosferico, in particolare quello derivante dalla combustione delle biomasse e la salute respiratoria dei bambini in età prescolare", afferma la professoressa Silvia Fustinoni che evidenzia che non esistono studi simili effettuati in Italia o in altre parti del mondo e che i risultati di questa ricerca possono costituire una base informativa importantissima per azioni di prevenzione e miglioramento dell’ambiente di vita dei più piccoli. In autunno verrà organizzato un evento di restituzione aperto a tutti, in cui i ricercatori saranno disponibili a rispondere alle domande dei partecipanti.
Le comunicazioni inviate alle famiglie contengono informazioni sull'esposizione personale dei bambini al particolato fine (Pm2.5) nell'aria, sulla cotinina urinaria (biomarcatore di esposizione a nicotina), sui metaboliti urinari degli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa: idrossinaftalene, idrossinaftalene, idrossipirene, ovvero biomarcatori di combustione incompleta).
Questi dati rappresentano indicatori di esposizione agli inquinanti tipici della combustione di biomasse o fumo di tabacco e sono forniti esclusivamente nell'ambito del progetto di ricerca: non costituiscono esami clinici o diagnostici correlabili allo stato di salute attuale o futuro dei bambini.
Le attività continueranno nei prossimi mesi con l'analisi statistica dei dati raccolti, finalizzata a valutare l'eventuale associazione tra l'esposizione agli inquinanti atmosferici e la salute respiratoria.
"Siamo soddisfatti che l’università degli Studi di Milano abbia portato a termine questa importante fase della ricerca, resa possibile dalla partecipazione di tante famiglie lodigiane - dichiara l'assessore all'ambiente Stefano Caserini. - Raccogliere dati scientifici attendibili è fondamentale per conoscere meglio gli effetti dell’inquinamento atmosferico e orientare in modo sempre più efficace le politiche di prevenzione e di tutela della salute".