Massalengo, 19 aprile 2026
(Andrea Biraghi) A portare il ricordo della strage di Capaci è stata Rosaria Costa vedova Schifani, moglie di Vito Schifani, agente della scorta di Giovanni Falcone ucciso il 23 maggio 1992.
L’incontro è stato l’occasione per parlare non solo delle vittime di mafia, ma anche di come la criminalità organizzata continui a cambiare volto, diventando meno riconoscibile e più capace di infiltrarsi nella società e nei luoghi del potere.
Durante l’appuntamento è stato richiamato anche un passaggio tratto da “La mafia non deve fermarmi”, testo in cui viene raccontata proprio questa trasformazione: il mafioso contemporaneo come figura meno riconoscibile, più preparata e capace di stringere legami con i palazzi del potere.
“È stato un grande onore avere nel nostro comune Rosaria Costa vedova Schifani, che ha condiviso e rivissuto insieme a noi un pezzo della sua storia che è anche un po’ storia di tutti”, ha commentato il sindaco Severino Serafini.
L’appuntamento rientra nel 5° Festival delle Pianure Cremonesi e Lodigiane, dedicato a Germano Santi, amico e liutaio cremonese, con la direzione artistica di Fabio Merlini. Dopo la tappa del 18 aprile a Villa Premoli, il festival proseguirà il 19 maggio a Sant’Angelo Lodigiano, alla Corte Delmati di Palazzo Municipale, ancora con Rosaria Costa Schifani, accompagnata da Manuela Lucchi al violino e Fabio Merlini alla viola. Il 30 maggio, invece, chiusura a Corteolona, nella chiesa di Santo Stefano, con Manuela Lucchi al violino e Fabio Merlini all’organo. Gli appuntamenti sono a ingresso libero.