Merlino, 18 settembre 2026

(Francesco Carrubba) I lavoratori hanno definito "grave" il licenziamento di un delegato sindacale aziendale e, dopo l'assemblea straordinaria tenuta ieri pomeriggio, hanno proclamato lo stato d'agitazione e dato mandato alla Filctem Cgil di Lodi di indire un presidio di protesta e solidarietà per stamattina davanti ai cancelli dell'impresa di noleggio, lavaggio, gestione di abiti da lavoro e biancheria Alsco Italia, con tanto di preavviso "ex art. 18 Tulps" inviato via pec alla questura e alla digos.

Il motivo? "Protesta contro il licenziamento coatto del delegato sindacale e richiesta immediata del ritiro del provvedimento", messo nero su bianco, precisando che "la manifestazione si svolgerà in forma pacifica".

Il licenziamento è "un attacco vile e premeditato", ha affermato la Rsu, "un punto di non ritorno, un atto gravissimo e inaccettabile che in 50 anni di storia di Alsco Italia non era mai accaduto. La Direzione aziendale, guidata dal Direttore di Stab. Francesco D'Antino e dal COO Martina Testolina, ha deciso di gettare la maschera e di calpestare le fondamenta stesse delle relazioni sindacali, licenziando con una infame lettera di recesso per giustificato motivo oggettivo il collega Silvio Proietti, delegato della Rsu e lavoratore storico".

"Un provvedimento vergognoso, pretestuoso e persecutorio, basato su presunte riorganizzazioni interne che nascondono un chiaro, inqualificabile e persecutorio attacco antidemocratico e antisindacale contro chi ogni giorno difende i diritti, la dignità e la sicurezza di tutte le lavoratrici e i lavoratori - hanno aggiunto Filctem Cgil Lodi e Femca Cisl Pavia Lodi e la Rsu - Non tollereremo atti da caserma e gestioni padronali!".

"Oggi, questa direzione arrogante e miope dimostra di voler instaurare un clima da caserma, convinta di poter gestire l'azienda calpestando lo Statuto dei Lavoratori e colpendo chiunque alzi la testa.  È un comportamento intimidatorio che mira a decapitare la rappresentanza dei lavoratori per avere le mani libere sullo sfruttamento, sui carichi di lavoro e sull'organizzazione aziendale - hanno sottolineato - Non possiamo e non vogliamo tollerare atteggiamenti che minano la serenità delle lavoratrici e dei lavoratori e soprattutto della Rsu, che negli anni, grazie al proprio contributo, ha portato risultati migliorativi per i lavoratori dello stabilimento di Merlino, seppur con le difficoltà del caso.  La misura è colma. Da questo momento si interrompe ogni dialogo e trattativa con questa Direzione aziendale. Con questa dirigenza non c'è più nulla da parlare: risponderemo con la forza della nostra solidarietà e della nostra lotta unitaria!".