Castelnuovo Bocca d'Adda, 31 maggio 2026

(Maria Cristina Baggi) Si è atteso che il crepuscolo avesse la meglio sulla luce di un pomeriggio primaverile che già profuma d’estate, venerdì, perché prendesse avvio il racconto che Capossela mette in scena a Castelnuovo Bocca d’Adda, all’interno della cornice del Festival Borghilenti.

Ed è proprio in quel momento che prende avvio il nostro viaggio immaginario Nel Bosco di Latte, guidati dalle parole e dalla musica. C’è un filo sotterraneo che lega Dylan Thomas e Vinicio Capossela: l’idea che la vita sia un intreccio di voci, sogni, desideri, memoria e fantasmi. Seguendo la mappa poetica del poeta gallese, entriamo in un rito collettivo dove non esistono protagonisti assoluti, ma un coro di esistenze che si rincorrono tra il sonno e la veglia, tra la realtà e l’immaginazione.

Si parla di sogni, di morti, di sirene, di carnalità boschiva, di bianchezza spaventosa, di donne che amano, di nudità esistenziale. Ma soprattutto si parla di una comunità: quella che nasce attorno a un fuoco o a un racconto, quella che accoglie sospendendo il giudizio, quell’Eden terrestre dove ci è concesso sbagliare senza il timore di essere cacciati. Una comunità fatta di presenti e assenti, di vivi e morti, perché nel bosco di latte di Thomas la memoria continua a dialogare con il presente e nessuna voce viene davvero perduta.

Qui si innesta il legame con il festival, che accoglie l’artista con una partecipazione straordinaria: una comunità che ha scelto di raccontarsi in modo diverso, promuovendo una rigenerazione culturale lenta e sostenibile. Una comunità che riconosce nella cultura non un semplice intrattenimento, ma uno strumento di relazione e di costruzione collettiva di significato.

Tutto ruota attorno alle parole, che si lasciano attraversare come fossero luoghi. Thomas (1914-1953), attraverso l’invito dello stesso Capossela, ci esorta ad ascoltarne attentamente i suoni, a coglierne i significati mutevoli e la capacità di prendere vita nell’esperienza di chi le attraversa. Nel bosco di latte non si cammina: si ascolta. Si ascoltano i sogni che parlano nel sonno, i morti che bussano alla memoria dei vivi, il mare che entra nelle case come una preghiera antica.

Nello spettacolo, sonorità oniriche ci ricordano quanto sia labile il confine tra sogno e realtà e richiamano sirene - tentazioni quotidiane - che invitano a una clandestinità liberante, non giudicante, al riparo dalla colpa. È quello spazio originario che Capossela definisce “l’infanzia del mondo”: un luogo archetipico dove la vita, la nascita, la perdita e il ricordo continuano a intrecciarsi.

C’è una parola che tiene tutto insieme: amicizia. Quella che lega Vinicio a Renato Striglia, voce storica della Torino dei Murazzi, la Torino che negli anni Novanta accoglie alcune delle più significative esperienze musicali del Paese e ospita la radio fondata dallo stesso Striglia, Radio Banda Larga. In nome di un’amicizia che va oltre la morte, Capossela sceglie di portare a compimento un’opera ideata da Striglia e rimasta incompiuta: un radiodramma corale di cui, ieri sera, sono stati offerti al pubblico alcuni estratti. Un gesto che restituisce al tema della memoria una dimensione concreta: ricordare non significa conservare, ma continuare a dare voce.

Durante lo spettacolo si susseguono canzoni celebri come Canzoni a manovella e brani legati all’universo di Thomas, come Canzone per Polly, interpretata da Irene Sciacovelli. La serata si chiude con Con una rosa, uno dei brani più noti di Capossela. Un testo che rielabora la fiaba di Wilde, L’usignolo e la rosa, confermando il forte legame dell’artista con quei poeti che abitano il confine tra splendore e ferita.

La serenata si trasforma così in una preghiera laica sull’amore: un amore che non si misura dalla felicità che procura, ma dalla capacità di donarsi senza riserve. Come l’amicizia. Come una comunità autenticamente accogliente. Come quel bosco di latte che, tra sogno e memoria, continua a ricordarci che siamo fatti di storie condivise.

Ad accompagnare la voce di Capossela: Alessandro “Asso” Stefana (chitarre), Vincenzo Vasi (theremin, campioni e voce), Irene Sciacovelli (voce).