Lodi News - Lodi - Cavallero e il fiume di libri Annachiara Del Boca, Ricky Cavallero, Andrea Furegato e Francesco Milanesi

Lodi, 07 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Più che il periodo dei Mondiali di calcio senza l'Italia, inizia la settimana del Fiume di Libri che porta la Nazionale degli scrittori in città, tra piazza della Vittoria e Piarda Ferrari, dal 10 al 14 giugno: tra i nomi Niccolò Ammaniti, Gianni Riotta, Diego De Silva, Fabio Genovesi, Maurizio Ferrini alias la Signora Coriandoli, i finalisti dell’80esimo Premio Strega e Michela Martignoni. Tra i più "lodigiani" figurano Monica Boggioni, Alfio Quarteroni e Francesco Cancellato.

Riccardo Cavallero, direttore artistico del festival fin dalla prima edizione, ha curato ogni aspetto della rassegna insieme a Cadore 33 e a Teresa Martini. L'abbiamo intervistato alla vigilia della terza edizione, che venerdì sera è stata presentata anche a Milano.


Come si organizza una stagione del Fiume di Libri? Quanto dura la preparazione?

Finita un’edizione del Festival, ci prendiamo l’estate di riposo e poi da settembre cominciamo a lavorare all’edizione successiva, almeno per quanto riguarda la lista dei partecipanti. Dal punto di vista della macchina organizzativa, giunti alla terza edizione, le cose sono più semplici perché il festival è parte del programma di Lodi al Sole e beneficia quindi di una macchina comunale rodata che funziona senza intoppi.

Gli incontri operativi con il Comune iniziano a febbraio e si vanno intensificando tra marzo e aprile. Lavoriamo con l’assessorato alla cultura che si interfaccia con tutte le altre funzioni, rendendo molto più agevole l’organizzazione. Bisogna ottenere le autorizzazioni tecniche per i palchi e i banchi per le firme, i permessi di occupazione del suolo pubblico, tutto il mondo relativo alla sicurezza, sempre che non ci sia un ospite sotto scorta come è successo nelle prime due edizioni con Roberto Saviano e il Procuratore Nicola Gratteri. In quel caso bisogna interfacciarsi con la Questura.

Per chi organizza un festival all’aperto bisogna poi sempre avere una soluzione in caso di pioggia. Insomma, come sempre, prima di arrivare in piazza c’è un grosso lavoro nascosto da fare, ma grazie al lavoro silenzioso ma fondamentale delle funzionarie dell’assessorato alla cultura tutto fila liscio. Normalmente prima del 25 aprile tutti gli aspetti tecnici e operativi sono decisi.


Quali sono le difficoltà e le soddisfazioni nell'organizzazione?

Come sempre, quando fai qualcosa che ti piace, vedi solo le soddisfazioni. Le difficoltà ovviamente ci sono, ma quando poi riesci a costruire un cartellone interessante e vedi Piazza della Vittoria che si riempie ogni sera, ti dimentichi di tutte le difficoltà.


Qual è il rapporto tra il festival e l'Adda?

Il festival nasce per valorizzare il fiume. Nell’estate del 2023 fummo contattati dal consigliere al fiume, Tommaso Premoli, che voleva animare le sponde del fiume con una serie di eventi culturali. Per lanciare il festival con la massima visibilità si decise per la bellissima Piazza della Vittoria. L’assessore alla cultura Francesco Milanesi mise subito a disposizione il suo ufficio e, con Giorgia Giordano e Lena Chiodaroli, iniziammo nell’autunno del 2023 a disegnare il festival dell’anno successivo. Con l’edizione dell’anno scorso siamo riusciti a “sbarcare” sulle rive del fiume organizzando incontri alla Piarda Ferrari, giusto a ridosso del ponte. Quest’anno gli eventi sul fiume si intensificano con attività al circolo Canottieri Adda e sessioni mattutine di yoga alla piarda.


Come sono stati contattati i nomi celebri di questa edizione, da Ammaniti a De Silva?

Uno dei pochi vantaggi dell’invecchiare è il numero di contatti che aumentano con gli anni. Questo è un festival dove la maggior parte degli autori viene per amicizia. A differenza di altre manifestazioni non paghiamo gettoni di presenza. Niccolò e Diego, così come Fabio Genovesi e la maggior parte dei nostri ospiti, sono amici di vecchia data che ho avuto il privilegio di pubblicare in Italia, in Spagna, in America Latina e per alcuni di loro anche negli Stati Uniti. Il bello dell’editoria, oltre ai libri, sono i rapporti umani che si instaurano e che durano ben al di là dei contratti di edizione.


Quanto costa realizzare un'edizione del Fiume di Libri?

La prima edizione era più corta, dalla scorsa edizione il festival dura dal mercoledì alla domenica con eventi anche nelle mattine di sabato e domenica. È una macchina che coinvolge oltre 30 artisti da tutta l’Italia. Non pagando gettoni di presenza riusciamo a contenere il costo intorno a 70mila euro. Il Comune copre mediamente metà dei costi mentre l’altra metà è coperta da sponsor senza i quali non sarebbe possibile realizzare un festival di portata nazionale. L’Erbolario ci ha sostenuto significativamente sin dalla prima edizione, ma ci sono anche una serie di sponsor più piccoli che rendono possibile la realizzazione del festival ogni anno. Annachiara Del Boca si dedica alla preziosa attività di fund raising per il festival.


Quali sono gli autori che quest'anno volevate a tutti i costi?

Idealmente tutti! Siamo alla terza edizione e salvo un caso, nessun autore ha ripetuto la presenza. Quest’anno però, quando abbiamo reso pubblico il programma, diversi autori delle passate edizioni hanno detto che tornerebbero volentieri. È un bel segnale per il festival e un riconoscimento al pubblico di Lodi che partecipa con passione e, cosa non scontata, compra libri.


Qual è lo stato di salute dei libri? Soffrono o sono vivi e vegeti?

I libri stanno bene, siamo noi editori che dobbiamo imparare a evolvere senza ancorarci a vecchie posizioni di privilegio. Il mondo cambia e anche il modo di fruire della cultura si modifica inevitabilmente. Vecchio e nuovo convivono e si contaminano. L’AI da un lato spaventa e offre incredibili opportunità di crescita, mentre aumenta la voglia di incontrarsi di persona e partecipare ad eventi come i festival di piazza che devono però offrire programmazioni estremamente aperte per coinvolgere un pubblico il più ampio possibile.


Qual è il valore della lettura oggi?

In costante crescita. Cambiano i metodi di lettura, si modificano i supporti, ma la lettura continua a farci sognare, imparare e soprattutto ci aiuta a capire chi è semplicemente diverso da noi. La lettura ci avvicina.