Lodi, 05 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Paolo Mereghetti ha portato l'esperienza di oltre 50 anni di critica cinematografica ieri sera nella Sala Rivolta del Teatro alle Vigne, come primo ospite della nuova edizione del Festival del Giornalismo.

Introdotto dall'organizzatore Tommaso Taddei, anima dell'associazione Domani e di Lodcast, e dalla vicesindaca Laura Tagliaferri, Mereghetti ha attraversato i decenni della sua vita e del suo lavoro rispondendo alle domande del direttore artistico Franco Dassisti.

I suoi racconti hanno spaziato dalla giovane età, quando si è appassionato al grande schermo, alle prime esperienze - all'inizio, intorno ai 20 anni, scriveva gratis per la rivista Ombre Rosse -, fino ai giorni nostri, passando per testate sempre più blasonate: da 30 anni è una firma del Corriere della Sera.

Ma Mereghetti ha dato anche il nome a un famoso dizionario dei film, nato da una sua intuizione: "Poteva essere utile per scegliere se guardare una pellicola oppure no anche a casa - ha spiegato - Mi piace il formato cartaceo perché l'occhio può cadere anche sul film prima e su quello dopo".

Il critico ha mostrato alcuni spezzoni dei suoi film preferiti, da Amarcord di Fellini a Singing in the Rain, svelando a sorpresa che quando ha una giornata storta ama guardare Notting Hill.

Il prossimo appuntamento con il festival è per il 18 giugno, alle 21, in Piazza Broletto con il giornalista - tifoso Carlo Pellegatti.