Lodi Vecchio, 13 marzo 2026

(Francesco Carrubba) Mentre le Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si avviano al gran finale, l'handbike del campione di Mairano Luca Cremonesi è apparsa al centro della palestra dell'Istituto Comprensivo Gramsci, ieri mattina, per una lezione speciale.

Prima si è tenuta una spiegazione in aula per le classi prime della scuola secondaria di I grado. Poi gli studenti, le studentesse e anche i docenti hanno potuto provare il funzionamento della handbike spingendo i pedali con le mani, stando sdraiati con la schiena all'indietro.

Anche perché tra alcuni istituti lodigiani ogni anno si tiene una gara basata su quanti chilometri si riesce a percorrere in questa modalità. Le classi quarte della primaria sono state coinvolte a loro volta con cartoline colorate su cui hanno disegnato e scritto messaggi inclusivi legati allo sport.

Luca Cremonesiche ha appena compiuto 54 anni, sua moglie Gabriella Costo Lucco e la loro figlia hanno così regalato la loro storia di vita ai ragazzi, insieme al preside Ciro Sorrentino, agli educatori e ai professori, offrendo ai giovani una testimonianza per farli riflettere sulla condizione di disabilità. I ragazzi erano incuriositi, hanno fatto domande e alcuni hanno chiesto anche un autografo al campione.

Luca infatti incarna il motto del progetto "Disabile non vuol dire più debole”: ha subito un incidente sul lavoro nell'azienda dove faceva il fabbro nel 1995 e da allora è su una sedia a rotelle. Dopo un iniziale momento di scoraggiamento, Cremonesi ha scelto di reagire e di reinventarsi puntando proprio su una sua grande passione: lo sport. Ha ottenuto diverse vittorie ai campionati europei e mondiali di handbike, oltre al brevetto di sub.

Nel tempo inoltre è diventato un punto di riferimento per tante persone, portando avanti le attività dell'associazione “Luca Cremonesi Team” - di cui Gabriella è presidente - soprattutto nei campi della sensibilizzazione, dello sport e della solidarietà. L'obiettivo è trasmettere un messaggio positivo, di resilienza: "Non bisogna vedere la disabilità come un limite".