Lodi, 30 marzo 2026
Gianmario Invernizzi, consigliere comunale di minoranza e referente degli Angeli Lodigiani e Domenico Ossino di Ama il Tuo Paese hanno fatto sapere di aver inviato questa mattina una diffida ufficiale - inteso come atto di messa in mora - ad Anas, ente gestore del viadotto della Sp 235: "...per rischio strutturale e mancata manutenzione".
"La decisione si è resa necessaria per sollecitare l'ente proprietario della strada a intervenire sulle criticità strutturali e manutentive del viadotto della Sp 235, che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza dell'infrastruttura", spiegano i due consiglieri.
A ricevere una prima diffida il 24 marzo erano stati il sindaco Furegato e le autorità competenti.
I due esponenti continuano a spingere sul tasto del degrado e dello stato di abbandono del sottopasso della Tangenziale Est: "Non possiamo permettere che un'infrastruttura strategica resti in queste condizioni. Oltre all'emergenza igienico-sanitaria, già segnalata al comune, abbiamo riscontrato rischi specifici di competenza Anas: la presenza di fuochi accesi costantemente a ridosso dei pilastri e un'aggressione della struttura da parte di vegetazione infestante mai rimossa".
La diffida così riferisce: "Il rischio incendio derivante dai focolai di fortuna potrebbe compromettere la tenuta del calcestruzzo e delle armature del ponte. L'assenza di manutenzione ordinaria ha permesso a piante e radici di insinuarsi nelle giunture, accelerando il degrado del manufatto. La 'zona franca' creata dai bivacchi impedisca il regolare transito sulla pista ciclabile, trasformando un servizio per i cittadini in un luogo di insicurezza e illegalità".
"Chiediamo ad Anas una bonifica radicale e una verifica tecnica immediata – concludono Invernizzi e Ossino. - Il comune deve fare la sua parte, ma senza il ripristino del decoro strutturale da parte del proprietario, l'area rimarrà un buco nero per la nostra città. Monitoreremo i tempi di intervento e, in assenza di riscontri, siamo pronti a informare la procura della Repubblica".