Lodi, 19 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Alle partite dei Mondiali senza l'Italia, molti preferiscono sentir parlare di calcio dal vivo. Carlo Pellegatti, noto giornalista sportivo e telecronista, tifoso del Milan, è stato protagonista della rassegna I Giovedì del Giornalismo ieri sera in Piazza Broletto davanti a più di un centinaio di persone. In platea tifosi e magliette del Milan ma non solo, anche semplici appassionati di sport. Sul palco con lui il direttore artistico Franco Dassisti e l'assessore allo sport e alla cultura Francesco Milanesi.

Pellegatti ha ripercorso i suoi inizi, a partire dalle telefonate alle TV private locali in cui si proponeva per le telecronache, mentre faceva il direttore commerciale di una ditta di spedizioni. Poi il periodo a Radio Panda a Milano e l'ingresso a Mediaset. Oggi racconta il suo punto di vista anche sui social network, dov'è seguito da quasi 500mila utenti.

C'è chi ricorda anche le sue cronache del tennis a Lodi ai tempi di Nick Bollettieri. Lui conferma.

I soprannomi assegnati ai calciatori, la passione per lo sport, il Milan in crisi di oggi, il discusso ruolo dirigenziale di Ibrahimovic, l'amore per il cinema e per i cavalli, con nomi come Ibra e Inzaghi. Sono alcuni punti toccati durante la serata.

Al centro della chiacchierata anche il suo libro 50 partite, infinite emozioni: Il Milan, in cui fa rivivere le sfide più importanti della storia rossonera, da tutte le coppe portate a casa al match vinto con il Casteggio (Pavia) per 20-0.

“Occuparmi della comunicazione del Milan? È più facile che Mbappe diventi rossonero - risponde con una battuta - Ai Mondiali tifo per il Brasile di Ancelotti ma guardo con simpatia a Francia e Inghilterra".

Le campane del Duomo hanno suonato per “ammonire" appena è stata nominata la squadra dell'Inter.