Lodi News - Cavenago d'Adda - Coltellata all’amico, condanna con perdono Coltello a scatto, immagine esemplificativa

Cavenago d'Adda, 21 maggio 2026

(Andrea Biraghi) È stato condannato a sette mesi di reclusione per aver ferito un ragazzo all’addome con un coltello durante una lite. La pena però è stata sospesa: il giovane, oggi 21enne lodigiano, non entrerà in carcere.

La sentenza è arrivata al termine del giudizio abbreviato davanti alla giudice Arianna Polera. Il pubblico ministero Luigi Baggi aveva chiesto una condanna a sei mesi. La giudice ha riconosciuto le attenuanti, ma ha condannato l’imputato a sette mesi di galera, disponendo la confisca del coltello e il pagamento delle spese processuali.

L’episodio risale al settembre 2022 ed era avvenuto a Cavenago d’Adda, in via Barbarossa, vicino alla zona produttiva e artigianale del paese. La vittima aveva riportato una leggera ferita da taglio all’addome con una prognosi di otto giorni. Il coltello era stato poi recuperato e consegnato ai carabinieri.

La difesa non ha negato i fatti, ma ha chiesto di considerarli dentro un contesto di tensioni precedenti. Secondo quanto sostenuto in aula, l’imputato, all’epoca appena 18enne, subiva vessazioni da parte di altri ragazzi del gruppo. In particolare, sempre secondo la ricostruzione difensiva, gli veniva manomesso lo scooter e i contrasti erano legati anche alla relazione con la compagna dell’epoca, che in passato era stata fidanzata con altri ragazzi della stessa compagnia.

Quella notte la lite è degenerata. Secondo la difesa, dopo urla e schiaffi, il giovane era finito a terra e stava ricevendo calci e pugni quando è comparso il coltello. L’arma, ha sostenuto la difesa, è stata usata in quel contesto, non con un intento aggressivo gratuito. Non è stato chiarito chi avesse portato il coltello tra i ragazzi presenti.

In aula è stato inoltre ricordato che il giovane aveva tentato un percorso di messa alla prova, poi non andato a buon fine. La difesa ha insistito anche sul comportamento successivo ai fatti: il ragazzo si è scusato, ha risarcito il danno ed è sempre stato collaborativo.

La giudice ha quindi chiuso il procedimento con una condanna a sette mesi di reclusione, concedendo la sospensione condizionale della pena.