Soldi falsi
Codogno, 01 febbraio 2026
(Andrea Biraghi) Un laboratorio clandestino per la produzione di banconote false da 20, 50 e 100 euro è finito al centro di un’inchiesta della Procura, che ha portato all’arresto e al successivo patteggiamento di tre persone.
Tra gli indagati figura anche A.B., 44 anni, residente a Codogno, ritenuto dagli inquirenti il capo banda. L’uomo avrebbe gestito l’attività illecita a Lido Marini, in associazione con altre due persone e ha patteggiato una pena di 3 anni e 11 mesi di reclusione.
Hanno scelto il patteggiamento anche N.P., 28 anni, originario di Colleferro (Roma) e residente a Padova, condannato a 3 anni e 6 mesi, e M.M., 26 anni, di Alessano, studente di infermieristica, che ha patteggiato 4 anni e 2 mesi.
I tre erano stati arrestati lo scorso aprile e si trovano attualmente agli arresti domiciliari. Raggiunti da un decreto di giudizio immediato, hanno deciso di definire la loro posizione processuale attraverso il patteggiamento.
Le indagini, coordinate dal pm Maria Anastasia e condotte dai carabinieri con il supporto di specialisti dell’Europol, hanno ricostruito l’esistenza di un’associazione criminale dedita alla produzione e distribuzione di banconote false, con una rete di clienti sia in Italia sia all’estero.
Secondo gli accertamenti, le spedizioni documentate sarebbero almeno 188, dirette ad acquirenti in Italia e in diversi Paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Germania e Belgio. I pagamenti avvenivano tramite bonifici bancari e soprattutto mediante criptovalute.
In base alla ricostruzione investigativa, il 44enne di Codogno avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione, occupandosi del finanziamento della produzione, della gestione degli ordini e delle fasi di progettazione. È inoltre accusato di aver agevolato soggetti non identificati, permettendo l’utilizzo degli stessi canali Telegram anche per la vendita di stupefacenti, armi da fuoco e documenti falsi.