Lodi News - Lodi - Attacchi social, parla Minojetti Manuela Minojetti

Lodi, lunedì 02 febbraio 2026

(Francesco Carrubba) Manuela Minojetti, assessore a Sicurezza e Polizia Locale del Comune di Lodi, parla degli attacchi social che subisce. “La mia è una presa di posizione generale. La convivenza civile è un punto fondamentale, indipendentemente dalle convinzioni politiche, ideologiche, personali, sociali. Quando dico ‘ho paura’, non ho paura per me stessa. Faccio l'avvocato da trent'anni, mi è capitato anche nel lavoro di avere a che fare con situazioni pericolose rispetto alla mia attività, quindi sono abituata per mestiere e per formazione a vivere serenamente la mia vita. Mi preoccupa il senso di decadenza all'interno della nostra società: lo vedo sempre di più. Se un adulto parla di inciviltà, poi non può usare a sua volta toni incivili per criticare: è un cortocircuito. Qualcuno mi dà della 'zoccola' ed è magari la stessa persona che poi c'è l'ha con qualcun altro che chiede l’elemosina per strada, ad esempio. I toni urlati e il ‘ti auguro che capiti ai tuoi figli’ non hanno senso”

Tra chi attacca, c'è anche una persona allontanata dal centro antiviolenza perché autore di minacce, con la quale Minojetti ha avuto a che fare per lavoro, non come assessore. “Sono proprio forme d’intimidazione che a me non arrivano perché non mi faccio intimidire, ma mi danno il senso di quello a cui stiamo arrivando. Ecco, questa è la mia preoccupazione. Chi fa politica come chi vive una vita qualsiasi deve sentirsi tranquillo. Certamente si ricevono critiche. Adoro le critiche perché sono l'unica cosa che fa veramente crescere e migliorare. Quindi la critica costruttiva, la critica anche non costruttiva ma che comunque ti fa pensare e che è fatta con argomenti è fondamentale, altrimenti non saremmo in una democrazia. Però la democrazia presuppone anche uno spazio di convivenza sociale e di rispetto per chiunque faccia parte della nostra comunità: vedo sempre più mancare questo spazio".

Sul piano politico, "mi dà molto fastidio che ci sia un po’, non dico la compiacenza, ma almeno l’indifferenza di parti delle amministrazioni pubbliche. Se una persona che è consigliere comunale, non prende posizione o comunque non evita di utilizzare certi toni, come può pensare che un cittadino comune utilizzi toni diversi? Diamo un esempio. Alcuni toni, mistificazioni e manipolazioni del linguaggio vengono utilizzati per far passare un messaggio non reale".

"Spesso mi si accusa di ritenere che il problema della sicurezza sia solo percepito e non reale", continua Minojetti, "È un termine che ho utilizzato dal punto di vista criminologico e sociologico, perché è importante e lo usa per primo il ministro degli Interni Piantedosi, che in ogni consesso parla di percezione, quindi non io ma il ministro degli Interni dello Stato, quindi non mi sono inventata niente. La sicurezza è un punto che riguarda tutti, la destra ma anche la sinistra. Non ho mai detto che sia soltanto una percezione dei cittadini. Eppure, siccome una parte politica continua a ribadire che avrei parlato solo di percezione, a questo punto viene fatto passare il messaggio che io abbia sminuito e minimizzato. Non riguarda tutta l'opposizione, assolutamente. In realtà è un tema di cui mi occupo, anche con grande attenzione e intensità. Il problema è che una falsità ripetuta cinquemila volte per qualcuno diventa una verità. Hai voglia poi a smentirla”.

E aggiunge: “Non sono abituata a denunciare, sia per il mio ruolo politico sia come avvocato, non ritengo che questi siano fatti per i quali è necessario querelare, per quanto mi riguarda, poi ognuno agisce come meglio crede nella vita, ci mancherebbe altro. Credo che invece sia molto più efficace o comunque che mi interessi di più un discorso pubblico che non riguarda solo noi. Abbiamo l'esempio di Trump o di altri che utilizzano un linguaggio particolarmente violento in quelle che si chiamano democrazie. Ci tengo molto, anche rispetto all'educazione dei miei figli. Cioè, è una questione di come ritengo di vivere io, di come ritengo di essere come donna, come madre, come persona pubblica. Non posso educare i miei figli in un certo modo e poi lasciar passare alcune cose”.

Di che tipo di attacchi si tratta? “La maggior parte sono critiche con toni maleducati, solo poche sono aggressive con termini francamente poco civili. Non è una cosa all'ordine del giorno. Soprattutto quello che mi arriva, dico la verità, è grandissimo rispetto per il lavoro che faccio”. È stato espresso anche sostegno bipartisan: “Esattamente, non mi arriva solo pubblicamente ma anche privatamente. Ho ringraziato il coordinatore di Forza Italia Pavese, il PD, così come chiunque abbia manifestato un'attenzione per il punto che cerco di portare”.

Al contempo gli attacchi riguardano principalmente l’attività di assessore: “Il punto è non comprendere che un Comune fa quello che può in tema di sicurezza. Ho la delega del sindaco per la polizia locale. Abbiamo iniziato il nostro mandato con un numero di agenti di polizia locale che era quasi a rischio di chiusura o comunque di non poter mantenere i servizi. E abbiamo iniziato a fare le assunzioni. Nei 7 anni precedenti alla nostra amministrazione non ne sono mai state fatte tante e non abbiamo ancora finito. Abbiamo investito in videosorveglianza più di quanto sia mai stato fatto negli ultimi anni. Abbiamo collaborato costantemente con la prefettura, con la questura, con tutte le forze di polizia in una serie di servizi. In tema di sicurezza pubblica tutto deve essere coordinato dal prefetto. Le sanzioni sono aumentate esponenzialmente negli ultimi anni in tutti gli ambiti di competenza della polizia locale. Il lavoro messo in campo può certamente essere sempre migliorato, anzi è l'auspicio. Ma un assessore non può diventare responsabile di ogni nefandezza che accade in città per questioni politiche".