Lodi Vecchio, 01 febbraio 2026

(Francesco Carrubba) Gli studenti e le studentesse delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo Gramsci di Lodi Vecchio hanno ricostruito l'ingresso di un campo di concentramento in piazza Vittorio Emanuele II. La loro rappresentazione scenografica del 27 gennaio 1945 ad Auschwitz ha avuto luogo questa mattina in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria dedicato a tutte le vittime della Shoah.

Una mattinata che ha visto protagonisti proprio i giovani, dopo l'introduzione dell'assessora comunale all'Istruzione Debora Cremonesi sull'importanza di "ricordare contro odio e indifferenza", sul valore educativo di questa giornata e sul ruolo delle nuove generazioni in termini di futuro. La sindaca dei ragazzi Sofia Martelletti ha ripercorso le persecuzioni razziali avvenute durante la seconda guerra mondiale rivolgendosi direttamente ai suoi coetanei.

Non sono mancate alcune letture degli studenti, tra cui il discorso della senatrice a vita Liliana Segre al Parlamento Europeo - sulla farfalla gialla che vola sopra i fili spinati - e le poesie tratte da "Boschi cantate per me". Ad accompagnare i diversi momenti le musiche, da Gam Gam alla Canzone del bambino nel vento (Auschwitz) di Francesco Guccini: "Sono morto con altri cento...". Il giovanissimo Edoardo Carucci, talento del pianoforte, ha eseguito il brano Schindler’s List. I ragazzi poi hanno portato delle rose sulle pietre d'inciampo davanti al municipio e osservato un minuto di silenzio e raccoglimento.

L'Anpi ha tenuto alcuni incontri in settimana nelle scuole di Borgo San Giovanni martedì e a Lodi Vecchio giovedì. Alfredo Zanini, presidente della sezione locale "Mario Vacchini" , ha detto: “Nella realtà qualcosa di brutto sta succedendo di nuovo, non possiamo fare finta di niente. Dobbiamo contrastare la deriva autoritaria che sta avanzando”. 

Il tutto è avvenuto alla presenza delle autorità, del sindaco Osvaldo Felissari, dei rappresentanti della giunta e del Comune. Il consigliere alla Cultura Federico Cantaluppi ha sottolineato il dovere del ricordo e della responsabilità civile, citando Mattarella e Primo Levi: "Ricordare significa anche seminare i valori della democrazia".