La nuova Rsa di Lodi Vecchio
Lodi Vecchio, 03 febbraio 2026
(Francesco Carrubba) I prossimi passi della protesta sono ancora da definire e programmare. Ma i lavoratori della doppia Rsa di Lodi Vecchio continuano a essere in agitazione, una situazione che va avanti da mesi, quasi dal via dell’attività della nuova struttura, nata ufficialmente tra la primavera e l’estate del 2025. Le prime difficoltà sono sfociate poi nelle mobilitazioni nel corso dell’autunno.
È stata inviata al gestore, al comune e al prefetto la lettera di nomina di due nuove rappresentanti sindacali all’interno del personale, in concomitanza con il presidio di protesta di 4 ore tenuto ieri, diventato necessario con le lavoratrici in prima linea dopo i vani tentativi di accordo precedenti: due incontri in prefettura, anche a gennaio e altri due direttamente con il gestore della Rsa Codess Sociale.
Il presidio è stato intenso. L'utilizzo del megafono nell'atrio all'inizio della mobilitazione ha spinto un’operatrice o qualcuno della direzione a contattare le forze dell’ordine. Così sono intervenuti i carabinieri e la Digos: non c'è stata esigenza di intervento, gli agenti hanno osservato e mediato.
A seguire la vertenza sul piano sindacale è la Fp Cgil Lodi. I problemi principali riguardano le paghe troppo basse, contratti sfavorevoli, mancanza di personale e turni eccessivi. Anche oggi ci sono solo un paio di operatori per piano, alle prese con una trentina di pazienti. Un altro nodo è il fatto che la struttura non sia ancora a pieno regime, con una cinquantina di ospiti su 240 posti letto disponibili distribuiti tra i due edifici.
“Abbiamo bisogno del sostegno di tutti”, è il sentimento che filtra tra i dipendenti: si sentono immersi in una vera e propria “battaglia”. “Chiediamo solamente che vengano riconosciuti i nostri diritti e che smetta la ‘schiavitù’: lavorare a 5 euro e rotti o anche 6-7 euro l’ora è una cosa vergognosa. Dietro abbiamo famiglie, siamo madri e dobbiamo insegnare ai nostri figli a lottare per i propri diritti. Lo schiavismo è finito da tempo. Non è ammissibile in generale, ma soprattutto in un servizio sanitario. Gli ospiti devono essere tutelati e curati, quindi le lavoratrici devono essere messe in condizione di lavorare tranquillamente e in serenità, e soprattutto in salute, senza la stanchezza fisica che può causare danni”.
“Chiediamo solo questo - continua il personale, - che sia rivisto questo benedetto contratto nazionale scaduto dal 2014: non lo vogliamo. Se ne possono applicare altri. È un servizio che stiamo cercando di dare al territorio. Non siamo contrari alla struttura, anzi vogliamo che rimanga e che sia utile per il Lodigiano e non solo: gli ospiti arrivano anche da fuori. Questa struttura deve funzionare al meglio”.
Nel frattempo solo quattro giorni fa si leggevano ancora annunci di lavoro e di ricerca di personale. “Infermiere/infermiera per moderne RSA di nuova costruzione”.