Sant'Angelo Lodigiano, lunedì 03 febbraio 2026

(Francesco Carrubba). L’assessore al welfare di regione Lombardia Guido Bertolaso ha visitato ieri sera l'ospedale Delmati, accompagnato dalla presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi e dal direttore generale dell'Asst di Lodi Guido Grignaffini, alla presenza del sindaco Devecchi, del comune e dei carabinieri. L'assessore regionale allo sviluppo economico Guido Guidesi ha assistito al convegno.

Si tratta della terza tappa di un tour, a due anni dall'inizio del mandato dell'attuale direzione generale dell'azienda sociosanitaria territoriale: si chiuderà a Codogno a marzo, dopo aver toccato Lodi e Casalpusterlengo a fine 2025. La visita diventa l'occasione per un'analisi dei servizi.

"Il 40% degli abitanti di questo territorio si rivolge ai servizi locali e della provincia - ricorda Grignaffini. -Sono circa 17 milioni gli euro investiti dalla regione sull’Asst . Nel 2026 è prevista la sostituzione di un mammografo per 210mila euro". Il Delmati vanta 113 posti letto a pieno regime: negli ultimi tempi sono stati fatti dei lavori che erano necessari e che ne hanno ridotto temporaneamente il numero. L'Asst conta in media ogni giorno 53 nuovi pazienti ricoverati, 75 prestazioni a domicilio, 216 utenti al pronto soccorso.

"I santangiolini sentono l'ospedale come proprio, lo consideriamo sacro - spiega il sindaco. - Abbiamo un dossier che mostra come questo ospedale di comunità sia il più strutturato della provincia".

Si punta a una maggiore collaborazione fra i 130 medici di base, i servizi sociali, la farmacia comunale e la casa di riposo. "Siamo pronti per la caratterizzazione della struttura, magari verso la geriatria o la riabilitazione", aggiunge Devecchi, concludendo con una battuta di apprezzamento per Grignaffini: “È come Nico Paz, il campione del Como. Ce lo porteranno via, sfruttiamolo finché c'è”.

Il direttore generale di Ats Silvano Casazza sottolinea che il Delmati è specializzato nella cronicità e nella cura delle persone, come primo ospedale di comunità della Regione. Il convegno a seguire vede tra i relatori Eleonora Aloi, direttore delle professioni sanitarie, tra infermieri, OSS e fisioterapisti, Angelo Regazzetti per il reparto malattie infettive, Sala Foriani per il Polo di sviluppo della Telemedicina, Fraia Falvo per l'Ospedale di Comunità e la dottoressa Silvia Mandrini per la riabilitazione dell’Alto Lodigiano, forte dell'81% di dimissioni a domicilio. E da novembre è partita la teleriabilitazione.

"L’Asst di Lodi può essere un modello regionale, essendo già tra i migliori 15 ospedali d'Italia - dichiara Bertolaso. - Tra inverno demografico e la vita che si allunga per cronicizzarsi negli ultimi anni, questa struttura oggi diventa davvero un punto di riferimento. La riabilitazione è un'eccellenza della regione. Abbiamo fatto un incontro con il ministro agli affari europei e al PNRR Foti e il ministro della salute Schillaci: a giugno scade la consegna delle case di comunità. Dobbiamo fare di tutto affinché i medici di base ci entrino e le ‘colonizzino’”.

L'assessore al welfare ha ripercorso la visita di Mattarella oggi al Niguarda di Milano e in particolare al reparto grandi ustioni, per incontrare gli otto ragazzi rimasti feriti nel rogo di Crans-Montana e i loro familiari. Poi ha individuato alcuni obiettivi generali: "Vogliamo risolvere il problema delle liste d'attesa e delle code al Cup. Riguardo al Cup di Lodi, ho visto l'organizzazione del lavoro: turni di 12 ore, dalle 7 alle 19, con 14 sportelli aperti. Entro quest'anno riusciremo a rendere il CUP omogeneo in tutta la regione. Si ridurrà la burocrazia, gli utenti dovranno poter accedere facilmente a referti e documenti. Sarà importante inoltre una tutela migliore e maggiore del personale sanitario".

E Bertolaso conclude: "Questa provincia per noi è un esempio di quello che vogliamo dimostrare entro la fine dell'anno. È ovvio che serve il manico: qui c'è”, dice indicando Grignaffini.