Lodi, 24 giugno 2026
(Red) Il Centro Antiviolenza ha ricevuto 436 chiamate - 87 dal Pronto Soccorso e 31 dalle Forze dell'Ordine - nel 2025. Effettuati 219 colloqui di prima accoglienza: hanno portato a 189 prese in carico psicologiche in percorsi di fuoriuscita dalla violenza domestica. In 65 casi è stato attivato il lavoro di rete e in 34 situazioni è stato necessario il raccordo con i servizi di tutela dei minori. I dati sono emersi dal Tavolo Politico-Istituzionale della Rete Territoriale Antiviolenza di Lodi, riunito oggi, con tutti i rappresentanti degli enti sottoscrittori del Protocollo, coordinato dal Comune come capofila.
La fascia d'età maggiormente coinvolta resta quella compresa fra i 38 e i 47 anni: tuttavia, sia il Centro Antiviolenza sia le Case Rifugio hanno registrato un progressivo abbassamento dell'età delle donne prese in carico.
Durante l'incontro è stata formalizzata l'adesione al Protocollo di nuove associazioni sostenitrici ed è stato condiviso il testo definitivo delle Prassi operative per la presa in carico dei casi ad alto rischio: sono state elaborate per fornire agli operatori della Rete una guida condivisa nella gestione dei casi di violenza di genere caratterizzati da elevati livelli di rischio per la sicurezza di donne e minori. L'obiettivo è garantire una risposta tempestiva, coordinata ed efficace attraverso procedure comuni e compiti specifici per ciascun soggetto coinvolto: Centro Antiviolenza, Forze dell'Ordine, ASST, case rifugio, Procura della Repubblica, Tribunale, Ufficio Scolastico Provinciale, Ordine degli Avvocati, Provincia e Ufficio di Piano.
Riguardo alla gestione degli animali d'affezione, nei casi di trasferimento urgente delle donne in Casa Rifugio, sarà individuata un'associazione dedicata alla loro presa in carico, per favorire i percorsi di protezione. È attivo inoltre il servizio di reperibilità H24, per garantire risposte tempestive nelle situazioni di emergenza.
Fra le proposte future, percorsi di formazione rivolti a insegnanti e genitori già a partire dalla scuola dell'infanzia e il coinvolgimento delle Polizie Locali nella condivisione e applicazione delle nuove prassi operative. "Lavorare in rete significa costruire sicurezza per le donne e per i minori", conclude l'Assessora alle Pari Opportunità e alle Politiche antiviolenza Minojetti.