Carmine Votta
Lodi, 22 giugno 2026
(Red) L’ospedale maggiore con il contributo di Carmine Votta, medico che opera presso l’Anestesia e Rianimazione diretta da Gianluca Russo, ha collaborato alla ricerca sulla predizione del danno renale acuto, apparsa sulla rivista scientifica Intensive Care Medicine Experimental, parte integrante della pubblicazione Intensive Care Medicine, la principale a livello mondiale nell’ambito della terapia intensiva e della medicina critica.
Lo studio convalida l’utilizzo dell'algoritmo di intelligenza artificiale Akira, realizzato da una start-up di Torino e addestrato su oltre 60mila pazienti, in uso anche al Maggiore da circa tre anni. "L’insufficienza renale acuta – spiega Votta – è una delle complicanze più gravi nei pazienti ricoverati in terapia intensiva, con un’incidenza che può superare il 40%. Questa condizione non solo aumenta significativamente il rischio di mortalità, ma comporta anche costi sanitari elevati".
A volte, in casi di estrema gravità, è necessario un trattamento di dialisi del paziente per stabilizzarne il quadro clinico e recuperarne la funzione renale. Altre volte il danno è irrecuperabile, con l’organo seriamente compromesso. La piattaforma Akira basata sull’intelligenza artificiale, rafforza e aiuta l’attività clinica dell’intensivista.
La nuova tecnologia riesce a "predire il peggioramento della situazione e anticipare le linee del trattamento e della gestione terapeutica del paziente. Questa capacità di previsione - aggiunge Votta - consente a noi clinici di adottare strategie terapeutiche mirate e tempestive con l’obiettivo di ridurre la progressione della malattia, migliorare la prognosi del paziente e abbattere i costi sanitari legati a trattamenti più invasivi come la dialisi".
"A Lodi - racconta lo specialista - abbiamo utilizzato il software, raccogliendo prospetticamente i dati di 110 pazienti che sono transitatati nella nostra Terapia Intensiva. Altrettanto è stato fatto in altri due centri, di cui uno italiano (l’Ospedale Maria Vittoria di Torino) e uno spagnolo (il nosocomio Giovanni XXIII di Tarragona)". Il lavoro ha portato poi alla pubblicazione che ha validato la capacità predittiva, con un anticipo fra le 14 e le 20 ore, di insufficienza renale acuta moderata.