Sarah Sperber
Lodi, 29 aprile 2026
(Francesco Carrubba) Il Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze dell’Asst di Lodi (Cdcd) ha in carico 2000 pazienti, in maggioranza donne e in età avanzata. Solo a Lodi, 500 persone hanno fatto l’accesso alla prima visita nel 2025.
Gli utenti sono “tutti coloro che hanno deciso di farsi valutare, indirizzati anche dal proprio medico curante, avendo percepito un deficit delle proprie capacità cognitive”, spiega Sarah Sperber, responsabile medico del Centro. Sotto la lente d'ingrandimento la memoria, l’orientamento, il comportamento, il riconoscimento delle persone e degli oggetti, l’attenzione, il linguaggio.
“Sempre più frequente, negli ultimi tempi - racconta la neurologa - l’accesso al servizio di soggetti che hanno sviluppato disturbi cognitivi, cosiddetti minori, difficili da classificare come demenza. Rappresenta il 30% della nostra utenza; il rimanente 70% comprende pazienti che già manifestano una malattia di demenza, di cui il 60% è affetto da Alzheimer, la forma di demenza più diffusa in assoluto”.
“Abbiamo definito - dice la dottoressa - un Pdta, un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (attualmente in fase di approvazione) che si fa carico di tutte le necessità, anche medico-legali, che la fragilità del paziente impone”.
Il team neurologico del Centro include Valeria Badioni e Francesca Vignaroli, oltre alla neuropsicologa Eleonora Grossi e alla case manager Giulia Guarnieri, la professionista sanitaria che coordina il percorso di cura ed è il punto di riferimento dei malati e dei loro caregiver.