Lodi, 20 febbraio 2026

(Andrea Biraghi) Non solo cantanti in gara. Anche quest’anno il Lodigiano è presente al Festival di Sanremo, ma con ruoli diversi e soprattutto lontano dai riflettori principali. C’è chi lavora dietro le quinte raccontando ciò che non si vede in televisione, chi suona in orchestra durante le serate in diretta e chi presidia gli spazi professionali legati alla filiera musicale.

Filippo Caccamo e Vittorio Pettinato sono già in Riviera e operano sul versante meno visibile ma strategico del Festival. Non salgono sul palco dell’Teatro Ariston per esibirsi in gara, ma si muovono tra Ariston, piazzetta e aree collegate alla manifestazione per raccontare il dietro le quinte. Con il format “I diti nell’nduja” curano i contenuti social di Rai Radio 2: video, interviste, incursioni tra artisti e addetti ai lavori, contributi brevi pensati per accompagnare la settimana sanremese con un taglio ironico ma legato all’attualità del Festival.

Il loro ruolo è dichiaratamente ibrido: non conduzione ufficiale, non semplice presenza promozionale, ma un racconto parallelo che intercetta ciò che accade fuori dall’inquadratura televisiva. In una manifestazione che vive ormai anche di social e contenuti digitali, il lavoro dietro le quinte diventa parte integrante dell’evento. È lì che si costruisce una parte del racconto contemporaneo di Sanremo.

Sul fronte musicale, la presenza lodigiana è rappresentata dalla violinista di Sant’Angelo Lodigiano Doriana Bellani, alla quindicesima partecipazione al Festival nelle fila dell’orchestra. Un dato che, di per sé, racconta una continuità professionale importante. L’orchestra accompagna gli artisti in gara durante le esibizioni in diretta dall’Ariston e contribuisce in modo determinante alla resa musicale delle serate.

È un ruolo meno visibile rispetto a quello dei cantanti, ma centrale nella struttura dello spettacolo: precisione, tempi televisivi serrati, adattamento a generi e arrangiamenti diversi nel giro di poche ore. Bellani non è una presenza occasionale, ma una professionista che negli anni ha consolidato il proprio posto all’interno della macchina sanremese. Anche questo è territorio che arriva in Riviera, seppur senza clamore.

Infine c’è la presenza imprenditoriale. L’etichetta lodigiana Ebim Records è a Casa Sanremo come technical partner, negli spazi del PalaFiori, area parallela al Festival dove si muovono artisti, operatori del settore, stampa e addetti ai lavori. Non si tratta di partecipazione alla gara, ma di presidio professionale: incontri, networking, promozione di progetti e confronto con l’industria musicale.

Casa Sanremo non è il palco televisivo, ma è uno snodo importante della settimana sanremese. È lì che si costruiscono relazioni e si aprono opportunità. La presenza di una realtà lodigiana in questo contesto significa entrare nel circuito professionale che ruota attorno al Festival, al di là delle luci della diretta.

Tre ambiti diversi, un elemento comune: il Lodigiano è parte della macchina di Sanremo. Non tra i concorrenti in gara, ma dentro il sistema che ogni anno rende possibile il Festival. Chi racconta, chi suona, chi lavora dietro le quinte. Anche questo è Sanremo.