Lodi, 19 marzo 2026
(Andrea Biraghi) Minacce di morte, aggressioni e mesi di tensioni all’interno di una struttura per persone in difficoltà: è questo il contesto che ha portato all’arresto di un 22enne di origine somala, eseguito l’11 marzo dalla Squadra Mobile della questura di Lodi su ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il giovane, richiedente asilo e regolarmente presente sul territorio nazionale, era già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia e destinatario di un avviso orale del questore.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe preso di mira un responsabile dell’Area Grave Emarginazione di Lodi, sottoponendolo per mesi a minacce e comportamenti intimidatori. In più occasioni avrebbe cercato di imporsi all’interno della struttura, pretendendo l’accesso a servizi come mensa e docce nonostante i divieti, reagendo con aggressività ai dinieghi.
In un episodio si sarebbe presentato brandendo un cacciavite, minacciando di uccidere chiunque non avesse soddisfatto le sue richieste. Questo tipo di comportamento avrebber provocato alla vittima un grave stato di ansia, rendendo necessario il ricorso a cure specialistiche.
Le indagini hanno inoltre collegato il 22enne a un’altra aggressione, inizialmente a carico di ignoti: un uomo sarebbe stato colpito al volto con un coltello e una bottiglia di vetro, riportando la frattura della mandibola e una prognosi complessiva superiore ai 50 giorni, oltre alla necessità di un intervento chirurgico.
In un primo momento il giudice aveva disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Il rifiuto dell’indagato di sottoporsi al dispositivo ha però portato alla sostituzione della misura con la custodia cautelare in carcere.
Il 22enne è stato quindi condotto nel carcere di Lodi, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.