Lodi, 10 aprile 2026
(Andrea Biraghi) A un mese dalla chiusura del ponte Napoleonico, al Revellino il bilancio non è uguale per tutti: c’è chi parla di fatturati dimezzati e chi, almeno per ora, non ha visto variazioni.
Tra le attività più colpite c’è il Bazar Miral, dove la moglie del proprietario racconta un calo di oltre il 50 per cento degli introiti. “Il passaggio è totalmente morto”, spiega, aggiungendo che in una settimana, fino a giovedì, il negozio non aveva ancora registrato vendite. Da qui anche la richiesta di aiuti, a partire da un alleggerimento sul fronte delle tasse.
Calo attorno al 50 per cento anche per il distributore Eni della zona, una perdita pesante per un’attività che vive di passaggio. Numeri simili arrivano anche dal bar tabacchi di Luisella Nelli: “Siamo sotto del 60 per cento, lo si vede già dalle fatture delle sigarette”.
Tra le criticità segnalate c’è anche il tema dei collegamenti. “Era stato detto che ci sarebbero stati dei pullman”, spiega la titolare, ma la fermata risulta più arretrata rispetto al ponte e questo, di fatto, non porta passaggio nella zona a ridosso del Revellino.
Non tutte le attività, però, stanno vivendo la stessa situazione. Alla farmacia comunale 2, spiega Matteo Cambie, “per noi procede tutto regolarmente”, senza variazioni particolari legate alla chiusura del ponte. Un quadro simile arriva anche da Queen Parrucchieri, dove per ora non si registrano cambiamenti significativi.
Diverso il discorso per Manuela Micheletto, titolare del salone Hair: più che un calo immediato, a pesare è l’aumento delle spese per gli spostamenti. Per raggiungere il centro, passando dalla tangenziale invece che dal ponte, il tragitto si allunga e il costo della benzina incide di più.
A un mese dall’inizio dei lavori, il Revellino offre quindi una fotografia non uniforme: per alcune attività il passaggio è crollato e i conti si sono dimezzati, mentre altre, almeno per ora, continuano a reggere senza variazioni.