Lodi, 23 giugno 2026

(Redazione) L'ospedale maggiore di Lodi ha già trattato una ventina di pazienti con Rezum, la nuova procedura chirurgica per il trattamento dell’ipertrofia prostatica nell'Urologia diretta da Piero Incarbone. Introdotta da due mesi, richiede solo 15 minuti.

Sviluppata negli Stati Uniti e approdata in Europa quasi 10 anni fa, è mini-invasiva. È eseguita in day hospital e necessita di un'anestesia locale o di una leggera sedazione. Il paziente entra al mattino in sala operatoria e viene dimesso già nel pomeriggio. Studi clinici dimostrano che i benefici si possono avere già due settimane dopo e i miglioramenti continuano ad osservarsi fino ai tre mesi successivi.

Rezum usa il vapore acqueo iniettato nel tessuto prostatico per combattere l’incremento di volume della prostata (in gergo medico iperplasia o ipertrofia prostatica benigna) e la sintomatologia urinaria istruttiva e irritativa associata. Il calore del vapore distrugge le cellule in eccesso, riducendo il volume della ghiandola.

“A differenza della chirurgia tradizionale, la tecnica Rezum preserva la funzione erettile ed eiaculatoria", spiega Incarbone. Secondo la FDA, l’agenzia federale del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti, responsabile della protezione e promozione della salute pubblica, la preservazione interessa il 98% dei casi. Il trattamento non è indicato per chi è affetto da calcolosi o diverticoli vescicali.