L'unità cinofilia dei carabinieri
Sant'Angelo Lodigiano, 03 ottobre 2026
(Andrea Biraghi) Non ha proferito parola davanti al Gip. Ha scelto il silenzio il 44enne arrestato con l’accusa di essere il responsabile della rapina da 159mila euro alla filiale UniCredit di Sant’Angelo Lodigiano. Durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Lodi, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. È assistito dall’avvocata Lara Ferrari, del Foro di Milano, e resta in carcere.
Il punto ancora aperto riguarda soprattutto il bottino. Dei 159mila euro portati via dalla banca, la gran parte non è stata recuperata. Nel domicilio dell’arrestato, nel Milanese, sono state trovate alcune migliaia di euro in contanti e sono in corso gli accertamenti per stabilirne la provenienza. Alle ricerche ha partecipato anche un cane della Guardia di finanza di Milano Linate specializzato nell’individuazione di valuta.
Dagli approfondimenti emerge anche un altro elemento rilevante: al momento della rapina il 44enne si trovava già agli arresti domiciliari. Aveva a disposizione un permesso di due ore per uscire e, secondo la ricostruzione investigativa, proprio in quella finestra avrebbe raggiunto la banca e messo a segno il colpo.
A portare i carabinieri sulle sue tracce sono stati soprattutto gli indumenti e il travestimento abbandonati durante la fuga. Gli accertamenti del Ris di Parma hanno isolato materiale biologico ricondotto all’uomo. A questo si aggiungono le immagini delle telecamere che hanno seguito i suoi spostamenti prima e dopo l’assalto.
Il 44enne era già noto per precedenti, anche per rapina. La mattina del colpo, secondo l’accusa, aveva tenuto sotto controllo i dipendenti per quasi due ore prima di allontanarsi con 159mila euro.
Resta da chiarire dove sia finita la parte principale del denaro.