Jhoanna Nataly Quintanilla, la vittima
Zelo Buon Persico, 21 ottobre 2026
(Andrea Biraghi) La Corte d'Assise di Milano ha condannato all'ergastolo Pablo Gonzalez Rivas, 50 anni, per l'omicidio della compagna Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la quarantenne il cui corpo era stato ritrovato all'interno di una valigia nelle acque dell'Adda, nel territorio di Zelo Buon Persico, nel marzo dello scorso anno. La sentenza è stata pronunciata nella mattinata di mercoledì 21 ottobre, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura di Milano.
L'uomo è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, oltre che di occultamento di cadavere. Il collegio, presieduto dalla giudice Antonella Bertoja, ha inoltre disposto una provvisionale di 50mila euro per ciascuno dei familiari costituiti parte civile, in attesa della definizione del risarcimento. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.
La vicenda risale alla notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025, quando Jhoanna venne uccisa nell'appartamento che condivideva con il compagno nel quartiere Bicocca di Milano. Secondo la ricostruzione dell'accusa, la donna fu aggredita e soffocata dall'uomo, che successivamente nascose il cadavere in una valigia e lo abbandonò nel fiume Adda. Il corpo venne recuperato il 2 marzo, nel territorio di Zelo Buon Persico, dopo oltre un mese dalla scomparsa.
Le indagini avevano ricostruito anche il possibile movente del delitto, legato a una relazione parallela intrattenuta dall'imputato con un'altra donna, che avrebbe dovuto raggiungerlo in Italia da El Salvador. Gonzalez Rivas aveva denunciato la scomparsa della compagna soltanto sette giorni dopo la sua morte, sostenendo inizialmente che si fosse allontanata volontariamente.
Durante il processo l'uomo ha negato di aver ucciso volontariamente Jhoanna, dichiarando che la donna fosse morta accidentalmente durante un rapporto sessuale. Una versione respinta dalla Procura, anche alla luce degli accertamenti medico-legali, che avevano evidenziato le violenze subite dalla quarantenne.
La lettura della sentenza è stata accolta dagli applausi delle amiche della vittima presenti in aula, alcune delle quali si sono abbracciate in lacrime. Le donne avevano seguito il caso fin dalla scomparsa di Jhoanna, contribuendo a mantenere alta l'attenzione sulla vicenda.