Lodi Vecchio, 10 maggio 2026
(Francesco Carrubba) Le candele, le luci, il palco e una platea gremita tra le rovine romane mentre alle spalle, pochi metri più in là, anche in questi giorni gli archeologi hanno lavorato nell'area longobarda scoperta più di recente. L'Elena di Euripide va in scena, per la terza edizione di Kàlamos Festival dedicata ai Cieli Antichi, con gli attori pronti a muoversi in mezzo al pubblico fra i resti del parco archeologico.
"È un sogno che avevamo nel cassetto da sempre, coronato da una scenografia splendida e da un cielo contemporaneo che ci ha graziato, perché le previsioni erano molto temute", spiega la presidente dell'Associazione Italiana di Cultura Classica (Aicc) di Lodi Piera Pesatori, introdotta dal consigliere ludevegino delegato alla cultura Federico Cantaluppi.
Oltre al palcoscenico, la giovane compagnia Kerkis - Teatro Antico in Scena - associazione culturale no profit, impegnata nella valorizzazione del teatro classico - utilizza anche l'ex Conventino, che affaccia sempre su Piazza Santa Maria, di fronte al Museo Laus Pompeia aperto e visitabile al termine dello spettacolo , grazie all'associazione Civitas Laus.
La rappresentazione di ieri sera, ispirata alla tragedia greca, vanta la regia di Christian Poggioni, il riallestimento di Eri Çakalli e la direzione drammaturgica di Elisabetta Matelli, oltre alla scenografia e ai costumi di Dino Serra e Chiara Barlassina.
Il prossimo 30 maggio il Parco Archeologico di Lodi Vecchio ospiterà un altro evento, dedicato agli 80 anni dalla fondazione della Repubblica Italiana, nell'ambito de Il Lodigiano e i suoi Tesori, il cartellone coordinato dalla Provincia di Lodi giunto alla 24esima edizione e appena iniziato.