Lodi News - Tavazzano con Villavesco - "Buon 5 maggio a tutte le ostetriche" Sofia Viganò

Tavazzano con Villavesco, 5 maggio 2026

(Francesco Carrubba) L'ostetrica lodigiana Sofia Viganò, nella giornata internazionale dedicata alla sua professione, condivide le sue emozioni e riflessioni. Lavora all'ospedale di Vizzolo Predabissi, dopo l'esperienza al Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, ed è una giovane nota sul territorio anche per il suo attivismo, ad esempio come consigliera comunale a Tavazzano.

"Non saprei spiegare bene cosa vuol dire per me essere ostetrica - spiega - È qualcosa che mi stravolge l’anima, mi crea diversi nodi alla gola, mi riempie gli occhi di lacrime felici e la bocca di parole d’amore. Mi ha reso una persona completamente diversa da quella che ero, mi trasforma ogni giorno, con ogni donna scopro una parte di me che prima non sapevo esistesse. A volte mi fa paura, ma nelle molteplici volte in cui ho avuto paura di non farcela, ho scoperto che sarei arrivata fino in fondo, scoprendo risorse che non pensavo di avere".

Per Sofia, il suo mestiere è totalizzante. "Mi toglie il fiato, il tempo libero, il sonno, i weekend, le feste. Sono entrata in ospedale perché mi piacevano i neonati e il profumo di disinfettante - continua - ci ho trovato un mondo. Un mondo che mi ha sbattuto in faccia la verità della vita che a volte è complessa, di situazioni difficili, di storie che non vorrei mai sentire. Non sempre un mondo fatto di fiocchi rosa o azzurri, a volte fatto di dolore e silenzi impossibili da riempire, ma ho scoperto che, quando la vita arriva, urla fortissimo, trova strade inimmaginabili per farsi spazio. Rende felice come il pianto di un bambino al disimpegno delle spalle. In quel mondo, passo dopo passo, scopro una bellezza che so che altrove non troverei mai". 

Così, in questa ricorrenza mondiale, Sofia ricorda che la natalità "scende a picco", il numero di ostetriche "fatica a salire", gli stipendi sono fermi da anni: "Una responsabilità non adeguatamente retribuita. Eppure, nonostante tutto, continuiamo ad amare questo lavoro. Alla follia, che è un po’ quello che ci manda avanti".

"Buon 5 maggio a tutte le ostetriche che anche con le occhiaie alle 5 di mattina non smettono mai di sorridere a ogni nuova famiglia che nasce tra le nostre braccia", conclude.