Lodi News - Lodi - Quattro binari ancora sulla carta Immagine esemplificativa

Lodi, 26 giugno 2026

(Andrea Biraghi) Il quadruplicamento ferroviario tra Tavazzano e Lodi resta fermo alla fase preliminare. Rete ferroviaria italiana prevede di avviare nei prossimi mesi il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, dopo avere esteso lo studio anche alla tratta a nord di Tavazzano.

L’opera è tornata al centro dell’incontro tra il Comitato pendolari del Lodigiano, la consigliera regionale del Partito democratico Roberta Vallacchi e il responsabile provinciale ai Trasporti Stefano De Vecchi. Gli otto chilometri interessati dal progetto rappresentano uno dei principali colli di bottiglia della direttrice: sugli stessi binari transitano i suburbani S1 e S12, i regionali veloci, i treni a lunga percorrenza e quelli merci, con ritardi che si ripercuotono lungo la Milano-Bologna.

Il progetto, inserito nel Contratto di programma tra ministero delle Infrastrutture e Rfi, è stato riformulato con il nome Potenziamento Milano-Melegnano-Lodi. Prima dell’avvio dei cantieri occorre però ancora definire gli interventi e le alternative progettuali. Al momento non risulta indicata una data per l’inizio dei lavori.

I rappresentanti dei pendolari hanno ricordato che del quadruplicamento si parla da oltre dieci anni e hanno segnalato anche i problemi delle stazioni del territorio, tra ascensori assenti o fuori servizio, collaudi da completare e sale d’attesa chiuse.

Vallacchi e De Vecchi hanno criticato inoltre il sistema degli indennizzi. A gennaio 2026 hanno maturato il diritto al rimborso 24 direttrici, tra cui la Mantova-Cremona-Lodi-Milano, la Piacenza-Lodi-Milano e la Saronno-Milano-Lodi. A febbraio le direttrici interessate sono scese a 17 e, tra quelle che attraversano il Lodigiano, è rimasta la Mantova-Cremona-Lodi-Milano.

Trenord attribuisce però il superamento delle soglie soprattutto agli scioperi, che hanno inciso su 23 direttrici a gennaio e su 15 a febbraio. L’indennizzo deve essere richiesto dagli abbonati attraverso una procedura che gli esponenti del Pd considerano troppo complessa e poco accessibile.