Lodi News - Lodi - Riso, prezzi dimezzati e aziende in crisi

Lodi, 26 giugno 2026

(Andrea Biraghi) Prezzi in caduta, importazioni in aumento e disponibilità d’acqua sempre più incerta. Confagricoltura Milano, Lodi e Monza Brianza lancia l’allarme sulla risicoltura, con quotazioni diminuite fino al 40-50 per cento rispetto allo scorso anno per alcune delle varietà più diffuse, tra cui Arborio e Carnaroli.

Secondo Giuseppe Signorelli, presidente della sezione Riso dell’associazione, il Baldo da risotto è passato da circa 70 a 33 euro, mentre il calo riguarda anche i risi parboiled e quelli a chicco lungo. Una situazione che, secondo Confagricoltura, porta molte aziende verso l’autunno con ricavi insufficienti a coprire i costi di produzione.

“In passato i momenti di difficoltà non sono mancati, ma qui siamo di fronte a una situazione completamente nuova, determinata dagli accordi internazionali”, afferma Signorelli. L’associazione indica tra le principali cause l’aumento delle importazioni da Myanmar e Cambogia, l’attuale livello dei dazi e i possibili nuovi accordi commerciali con Thailandia e Australia.

A pesare sui bilanci sono anche gli aumenti di fertilizzanti, gasolio e sementi. Signorelli denuncia in particolare una forte distanza tra il prezzo pagato dagli agricoltori per le sementi e quello riconosciuto al momento della vendita del riso.

Confagricoltura chiede inoltre controlli più stringenti sui prodotti importati. Signorelli sostiene che soltanto una quota ridotta delle merci in ingresso venga sottoposta ad analisi e propone di aumentare le responsabilità a carico degli importatori.

Il presidente dell’associazione, Francesco Pacchiarini, richiama anche il problema della concorrenza esercitata da produzioni provenienti da Paesi con costi del lavoro inferiori e regole ambientali, sanitarie e sociali diverse da quelle imposte alle imprese europee.

Alla crisi dei prezzi si aggiunge la siccità. Il caldo aumenta l’evapotraspirazione e, secondo l’organizzazione agricola, la normale dotazione irrigua non basta più in alcune aree a garantire il completamento delle coltivazioni.

Confagricoltura chiede quindi credito agevolato per le aziende, misure europee di salvaguardia e una revisione dei dazi. In assenza di interventi, avverte l’associazione, alcuni produttori potrebbero scegliere di ridurre le superfici destinate al riso a favore di frumento e pioppicoltura, con il rischio che siano soprattutto i giovani ad abbandonare il settore.