Lodi News - Lodi - Treni: "Serve il quadruplicamento Tavazzano–Lodi" Roberta Vallacchi e Stefano De Vecchi

Lodi, 24 giugno 2026

(Red) "I pendolari non meritano solo solidarietà nei giorni di caos: meritano risposte strutturali". D'altra parte ritardi, disagi e disservizi sono all'ordine del giorno, in "un sistema che non funziona strutturalmente".

Il Partito Democratico ha promosso un incontro tra la consigliere regionale Roberta Vallacchi e il responsabile provinciale ai trasporti Stefano De Vecchi e i rappresentanti del Comitato Pendolari del Lodigiano: "Si sentono ignorati - è emerso dalla riunione - La regione Lombardia non li ascolta".

Secondo Vallacchi e De Vecchi, "la prima e più urgente priorità strutturale è il quadruplicamento Tavazzano–Lodi", atteso da oltre un decennio: "Il tratto di circa 8 km tra le due stazioni rappresenta il principale collo di bottiglia dell'intera rete ferroviaria lombarda. Su quei binari convivono i treni suburbani S1 e S12, gli Intercity e i regionali veloci provenienti dalla linea alta velocità, con conflitti di precedenza che si ripercuotono a cascata su tutta la direttrice Milano–Bologna.

La seconda priorità riguarda le criticità irrisolte accumulate nelle stazioni lodigiane: "Binari principali ancora privi di ascensori per i viaggiatori; in alcuni scali gli ascensori risultano costruiti ma fermi in attesa di collaudo; in altri sono fuori servizio da mesi; una sala d'attesa resta chiusa dopo due inverni consecutivi".

"La Regione Lombardia ha tutti gli strumenti per collaborare con RFI al fine di salvaguardare le stazioni lombarde e garantire accessibilità ai viaggiatori. Scegliere di non farlo è una precisa responsabilità politica", aggiunge De Vecchi, tra l'altro consigliere comunale di Tavazzano.

Pesa poi l'abolizione del bonus pendolari, cancellato dalla Regione a inizio 2024 e sostituito da indennizzi macchinosi che i pendolari considerano di fatto inaccessibili. "Il bonus era un riconoscimento concreto dei disservizi subiti. Quello che c'è oggi è una presa in giro: i pendolari hanno rinunciato a fare richiesta perché il sistema è stato costruito per scoraggiarli", sottolinea Vallacchi.