Lodi, 04 giugno 2026
(Francesco Carrubba) La nuova panchina rossa contro la violenza di genere inaugurata nell'istituto Spezzaferri, tra le prime a essere installate in una scuola, si chiama Abbraccio ed è circondata dai disegni degli studenti e studentesse delle medie che hanno contribuito a idearla. Dallo scorso ottobre, infatti, 531 ragazzi e ragazze di 30 classi hanno partecipato a un lungo progetto didattico, portato avanti insieme ai docenti e all'associazione Alaus, che oggi è arrivato alla sua presentazione nella grande palestra dell'istituto.
"La panchina che inauguriamo non deve passare inosservata, abbiatene cura testimoniando il rispetto e il rifiuto di ogni forma di violenza", è il messaggio d'apertura della dirigente scolastica Carmela Riganò, seguita dal prefetto Davide Garra: "Noi ci occupiamo anche di sicurezza, nei tavoli di coordinamento settimanali con la polizia non c'è una volta in cui non dobbiamo parlare di codici rossi legati alle violenze sulle donne. Questo problema si affronta tutti insieme, ognuno secondo le proprie competenze. È un problema culturale: la scuola è la casa della cultura, è giusto parlarne, anche attraverso un simbolo universalmente riconosciuto come la panchina rossa. È importante che si parli, che non ci si volti dall'altra parte".
"La panchina rossa è molto più di un simbolo, è un oggetto che ci ricorda un fenomeno che noi dobbiamo assolutamente contrastare: la violenza di genere - spiega Maria Elena Testoni, Primo Dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Lodi - Sul mio tavolo tutti i giorni arrivano casi, dobbiamo dire basta, contrastare il problema con la cultura della non violenza e del rispetto verso gli altri".
L'assessora alle pari opportunità Manuela Minojetti, tornata nella sua scuola in veste ufficiale, sottolinea la presenza dell'assessorato: "Il Comune promuove la rete di realtà antiviolenza. Con la cultura della prevenzione si può riuscire a cambiare qualcosa. Siete voi, con il rispetto e anche solo con l'uso delle parole, a portare avanti questo cambiamento”, dice rivolgendosi ai numerosi giovani sugli spalti.
Eugenia Chiapparini, presidentessa di Alaus e prof in pensione, racconta: "Porto avanti i miei ideali di eguaglianza, libertà e rispetto, anche sulla violenza di genere. Sarebbe bello allargare i nostri progetti al sistema scolastico provinciale, farli diventare curriculari, partendo anche dai bimbi più piccoli. Ogni panchina ha un valore importantissimo: rappresenta le donne uccise, che purtroppo non finiscono mai. È importante, inoltre, tutta la riflessione che è stata fatta nelle classi da ottobre a oggi. Occorre dare rispetto agli altri e farsi rispettare, sempre con il dialogo".
Presenti anche Ezio Rana e Paola Negrini della Fondazione Banca Popolare di Lodi, che sostiene le attività dell'associazione, oltre ai rappresentanti del centro antiviolenza La Metà di Niente e dell'ufficio scolastico territoriale. "La panchina è il culmine di un percorso", ricorda il prof Barbera, annunciando il messaggio letto dalla studentessa Sveva e il brano cantato da Astrid: è Quello che le donne non dicono, scritto da Enrico Ruggeri e portato al successo da Fiorella Mannoia.
Infine i ragazzi di seconda C svelano la panchina rossa, che ora ha il suo spazio e la sua targa nell'androne d'ingresso dell'istituto. "Stop alla violenza sulle donne", "Non sei sola", "Se tu non vuoi, io non posso": sono i tre messaggi che riporta.