Lodi, 24 aprile 2026

(Francesco Carrubba) Il Protocollo d'intesa per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori operanti negli appalti del comune di Lodi, firmato oggi pomeriggio nella sala consiliare del Broletto, "introduce l'obbligo del badge di cantiere negli appalti pubblici: tutti i lavoratori dovranno entrare in cantiere utilizzando il badge, non può entrare chi non è autorizzato dall'amministrazione comunale e dal direttore dei lavori. Saranno verificati anche tutti i mezzi che accederanno". La sigla, tra l'altro, arriva tre giorni dopo l'infortunio di un operaio, ferito da una trivella, nel cantiere al ponte sull'Adda.

Lo spiega il segretario generale comunale Diego Carlino, che ha seguito gli aspetti tecnici del documento: "Vengono anche introdotte norme che alzano il livello di difesa dell'amministrazione contro tentativi di eventuali infiltrazioni mafiose e da parte della criminalità organizzata. Si passa a una verifica sostanziale di chi entra effettivamente nei cantieri, non c'è più solo l'analisi delle documentazioni e dichiarazioni formali".

Per la vicesindaco Laura Tagliaferri, la firma è "la conclusione di un percorso che nasce per cercare il più possibile, nei limiti delle competenze degli enti locali, di essere con le proprie azioni da stimolo anche per il legislatore al fine di ampliare le tutele nel mondo del lavoro. C'è l'impegno a scegliere l'inquadramento e le condizioni migliori per i lavoratori, pur con possibili riflessi economici sui bilanci comunali. C'è inoltre l'impegno a trovarsi con cadenze precise, ogni volta che c'è una modifica d'appalto, anche preliminarmente, per verificarne l'attuazione. Ci sta guardando con vivo interesse una rete di amministratori locali con la volontà di estendere il protocollo altrove, tenendo conto delle difficoltà che scontano i comuni più piccoli, che spesso si affidano a centrali di competenza esterna, ad esempio nell'ambito della Provincia".

Il protocollo è frutto di un lavoro condiviso tra il Comune e le organizzazioni sindacali. "Un lavoro lungo, articolato e collettivo, con diversi soggetti coinvolti - ripercorre Eliana Schiadà per la Cgil - Un passo importante per il Comune di Lodi e una traccia nella giusta direzione per tutto il territorio. Ci piacerebbe coordinare progetti come questo anche con soggetti privati. Nel testo ci sono contenuti essenzialmente di attenzione e di tutela per i lavoratori". "C'è stata tanta condivisione, non sempre con le amministrazioni è così - conferma Luca Pannullo per la Uil Lodi - È un primo passo che bisognava fare per la sicurezza, che non è mai un costo, ma è sempre un investimento per il lavoro".

"Il confronto è stato anche aspro, in alcuni casi, con momenti di riflessione importante, senza perdere la speranza. E oggi siamo qui - racconta Marco Contessa di Cisl Pavia Lodi - Il protocollo è uno strumento per garantire dignità al lavoro in tutte le sue forme: nell'ambito di questo percorso possiamo monitorare l'assegnazione di appalti e subappalti e i contratti più rappresentativi dei lavoratori. Sull'esempio della sensibilità del Comune di Lodi, il documento potrebbe essere proposto anche in altre amministrazioni sul territorio".

"Questo è un appuntamento di vero avvicinamento alla Festa della Liberazione, al Primo Maggio e all'80esimo della fondazione della Repubblica, il 2 giugno 1946, con il primo voto delle donne alle elezioni politiche. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro - conclude il sindaco di Lodi Andrea Furegato - è un atto molto importante e si è potuto realizzare solo grazie alla proposta delle organizzazioni sindacali confederali, a cui è seguito un ampio e lungo confronto, sulla base delle normative. Questioni di merito saranno approfondite in queste ore. L'auspicio è che il lavoro possa tornare al centro delle politiche del Paese".