Lodi News - Lodi - Infortunio sul ponte, le domande dei sindacati La polizia sul luogo dell'incidente al ponte di Lodi

Lodi, 24 aprile 2026

(Francesco Carrubba) L'infortunio sul lavoro, che ha visto un operaio ferito da una trivella nel cantiere al ponte di Lodi dopo le 18 di martedì, lascia alcune domande ancora senza risposta. Le pongono a una sola voce Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.

In primo luogo, i sindacati hanno sottolineato "il mancato rispetto dell’applicazione dell’articolo 14 del Ccnl Edile, che disciplina l’impiego della manodopera negli appalti pubblici e nei subappalti e che prevede l’obbligo di comunicazione preventiva alle rappresentanze sindacali entro 15 giorni".

Il lavoratore d'altra parte è stato ricondotto a un'unica azienda dichiarata ma i sindacati chiedono se ci sia un subappalto e se quindi l'impresa di riferimento possa essere un'altra. "Più volte e unitariamente, abbiamo sollecitato chiarezza rispetto alla presenza effettiva delle imprese operanti in cantiere, oltre a quella indicata nella cartellonistica", incalzano i tre sindacati, ai quali mancano informazioni che potrebbero essere utili per fotografare meglio il quadro.

Non si hanno infatti molte notize sulla situazione sanitaria dell'operaio né si conoscono le sue generalità: si sa solo che ha 50 anni e che ha avuto un forte trauma cranico. Inoltre, stando alle prime ricostruzioni, sembra che al momento dell'incidente l'uomo fosse in solitaria nel cantiere, un punto che le sigle sindacali vogliono chiarire, insieme alla rinnovata richiesta di ricevere i permessi per effettuare sopralluoghi tra i lavori al ponte: "Non siamo mai riusciti ad entrare", spiegano.

Fillea, Filca e Feneal richiedono quindi comunicazioni sulla manodopera (art. 14, Ccnl Edile) e su eventuali subappalti ma vorrebbero anche capire se l'operaio era da solo e quando potranno entrare nel cantiere.

L'incidente, tra l'altro, è avvenuto il giorno dopo il confronto tra sindacati e Prefettura di Lodi sull'ampliamento del protocollo sulla sicurezza edile nel territorio lodigiano, per "rafforzare controlli, prevenzione e cultura della sicurezza".