Lodi, 22 aprile 2026
(Francesco Carrubba) Sono costati oltre 500mila euro la nuova colonna laparoscopica per l’attività chirurgica urologica e il fluorangiografo con cui l’oculista potrà visualizzare i vasi sanguigni della retina.
Tra i più recenti investimenti tecnologici dell'Asst di Lodi figurano poi due colonne endoscopiche ad altissima definizione e con tecnologia NBI (Narrow Band Imaging) che utilizza filtri analogici ottici: si tratta di strumenti all’avanguardia nel campo della diagnosi precoce delle lesioni, soprattutto tumorali, del cavo orale, della laringe e della faringe.
In questo caso lo specialista otorinolaringoiatra, in sede di esame endoscopico, "è in grado di vedere, prima e meglio rispetto all’endoscopia tradizionale con luce bianca, anomalie della vascolarizzazione e dello spessore delle mucose, campanelli di allarme per patologie oncologiche - spiega l'Asst - Le immagini acquisite sono funzionali anche a individuare lesioni neoplastiche piccole, altrimenti difficilmente riconoscibili o le loro recidive in corso di follow up".
Sulle lesioni poi si interviene con il laser, attraverso il cavo orale senza la necessità di incisioni esterne, consentendo ricoveri di 24 o al massimo 48 ore. Una delle due colonne permette, inoltre, il test stroboscopico che analizza la vibrazione delle corde vocali per accertarne eventuali formazioni anomale.
In precedenza l'azienda sociosanitaria aveva acquisito un microscopio operatorio oftalmico con cui i chirurghi vedono dettagli di micro-anatomia e due colonne artroscopiche con cui si osservano immagini, con una risoluzione in 4K, di articolazioni da trattare. In questi casi l’investimento, finanziato da Regione Lombardia , è stato di 380mila euro.