Lodi News - Lodi - Spaccio di cocaina, tre arresti Dosi di cocaina

Lodi, 23 aprile 2026

(Andrea Biraghi) Arresto legittimo e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria quattro volte alla settimana, a San Donato Milanese, fino all’udienza di giugno per il 23enne egiziano fermato dai carabinieri in un’attività antidroga tra piazza della Vittoria e un appartamento di San Giuliano Milanese. La misura è stata disposta al termine del processo per direttissima celebrato al tribunale di Lodi davanti alla giudice Romano.

L’indagine parte da un servizio di osservazione in borghese in centro, dove i carabinieri notano il 23enne in piazza della Vittoria con alcune dosi di cocaina già pronte e lo vedono cederne una parte. I militari, però, conoscevano già un appartamento di via Don Bosco, a San Giuliano Milanese, segnalato da un informatore come base di appoggio usata dal giovane per conservare e dividere la droga. Da qui la successiva perquisizione dell’alloggio.

All’interno dell’appartamento i carabinieri trovano gli altri soggetti coinvolti, tra cui i due uomini poi arrestati: un 28enne egiziano e un 33enne tunisino. Durante la perquisizione vendono trovate altre dosi oltre a quelle che il 23enne aveva con sé: 22 in un giubbotto nero, altre 5 in un berretto. Nascosti tra i vestiti ci sono anche più di 500 euro in contanti. In tutto vengono sequestrati circa 20 grammi di cocaina, già suddivisi in dosi.

Un quarto uomo, trovato nell’alloggio e lasciato in stato di libertà, mette a verbale che il 23enne non vive lì ma usa quella casa come base per nascondere la sostanza. I carabinieri collegano a lui anche una delle stanze e il giubbotto in cui viene trovata parte della droga.

Diversa invece la valutazione per gli altri due arrestati. Il 28enne egiziano e il 33enne tunisino si trovavano nell’abitazione in cui è stata scoperta la droga, ma per il giudice questo elemento da solo non basta a dimostrare che fossero a conoscenza dell’attività di spaccio del 23enne o che ne facessero parte. Anche perché, come emerso in aula, in quella casa vivevano in otto. A loro carico, quindi, non sono stati ritenuti sufficienti elementi per sostenere un coinvolgimento diretto: niente arresto e subito liberi