Zelo buon Persico, 22 aprile 2026
(Andrea Biraghi) Sterilizzare i gatti non è una scelta accessoria, ma l’unico modo per ridurre davvero il randagismo. È il senso dell’appello dell’associazione Asso di Cani e Gatti, che da anni segue colonie feline e situazioni difficili tra Zelo Buon Persico, Cervignano, Tribiano e le campagne circostanti.
A raccontarlo è Claudia Pettinelli, volontaria dell’associazione e referente di una colonia felina a Zelo. Il comune mette a disposizione 1500 euro attraverso la convenzione: una cifra che consente di sterilizzare circa 15 gatti. Un aiuto importante, ma limitato rispetto alle necessità del territorio.
Il resto del lavoro ricade sulle volontarie: seguire le colonie, intercettare nuovi animali, portarli dal veterinario, organizzare raccolte alimentari e sostenere le spese che restano fuori dai fondi pubblici. “Dieci anni fa c’era una vera emergenza”, racconta Pettinelli. Le sterilizzazioni hanno ridotto il numero dei gatti, ma senza continuità il problema può tornare.
Il nodo più difficile resta la mentalità delle persone. Non solo nelle campagne, ma anche nei centri abitati, c’è chi vede il gatto come un animale che si arrangia e non considera la sterilizzazione una priorità. Nelle cascine pesa anche l’idea che più gatti significhino meno topi: una logica comprensibile sul piano pratico, ma che senza sterilizzazione alimenta nuove cucciolate.
I fondi comunali possono essere usati per le colonie feline e per i randagi del territorio, non per i gatti di proprietà. L’associazione può provare a convincere i proprietari a sterilizzarli, ma non può coprire quegli interventi con risorse pubbliche.
L’obiettivo delle colonie feline, ricordano dall’associazione, è esaurirsi nel tempo: se i gatti vengono sterilizzati, non proliferano e il randagismo diminuisce. Ma per riuscirci servono più consapevolezza e anche un sostegno economico maggiore.