I tre protagonisti dell'aggressione
Meleti, 03 ottobre 2026
(Andrea Biraghi) Uno dei due fratelli coinvolti nell’aggressione al rabbino di Milano è stato rimpatriato. Si tratta di Battar Zahani, 21 anni, fratello del 20enne residente a Meleti arrestato dopo l’episodio avvenuto a metà settembre in zona Bande Nere. Il giovane è stato accompagnato fuori dall’Italia insieme al terzo ragazzo coinvolto: uno verso la Tunisia, l’altro verso il Marocco.
Restano quindi divise le strade dei tre giovani finiti nell’indagine. Battar e l’amico, inizialmente denunciati a piede libero, sono stati rimpatriati. Ilyes Zahani, 20 anni, rimane invece in Italia: dopo la convalida dell’arresto era stato rimesso in libertà con l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria due volte alla settimana. Il processo nei suoi confronti inizierà il 12 novembre.
L’aggressione era avvenuta mentre Rav Mizrachi Tzemach Shalom, responsabile della sinagoga Chabad di via Soderini, si trovava alla fermata dell’autobus. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, i tre lo avevano deriso e molestato per il suo abbigliamento religioso; il 20enne lo aveva poi colpito con un calcio alle gambe. La giudice Sofia Fioretta aveva qualificato il comportamento come legato a motivi di discriminazione razziale e religiosa.
I tre avevano sempre respinto l’interpretazione dell’aggressione come gesto antisemita, sostenendo che fosse iniziato tutto come uno scherzo. Battar, studente di ingegneria meccanica e volontario della Protezione civile, aveva dichiarato di non aver colpito il rabbino e di essere disposto a incontrarlo per scusarsi.
Il provvedimento di rimpatrio è stato annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per il 20enne rimasto in Italia prosegue invece il procedimento giudiziario.