Guja Minoja , primaria di Medicina, e gli epatologi Davide Giannò, Alessandra Brocchieri, Veronica Pacetti, Francesca Famà
Codogno, 16 giugno 2026
(Red) Da diversi anni non esisteva, nel presidio di viale Marconi, un reparto ad hoc: suppliva in buona parte la struttura di Malattie Infettive. Ma l'aumento della richiesta di prestazioni e la possibilità di allargare l'offerta al Basso Lodigiano ha creato le condizioni. Dall'1 luglio aprirà, all’Ospedale di Codogno, l’attività del nuovo Ambulatorio di Epatologia: fa parte della Medicina Interna del Maggiore di Lodi, diretta da Guja Minoja.
Prime visite, follow up, visite di controllo, presa in carico del paziente e trattamento di tutte le patologie del fegato. L'impegno dell'ambulatorio è a 360 gradi. Di recente l'Azienda sociosanitaria territoriale (Asst) ha investito 100mila euro per acquisire la nuova tecnologia di elastografia epatica Fibroscan: "Rileva e misura la rigidità del fegato (fibrosi) e la quantità di grasso (steatosi) presente nell’organo - spiega l'Asst - La valutazione di questi indicatori è decisiva".
"Gli operatori sanitari saranno impegnati nella diagnosi e terapia di diverse epatopatie, fra l’altro anche quelle alcol correlate e tossiche, autoimmuni e metaboliche - illustra l'epatologa Alessandra Brocchieri - Queste ultime sono, tra quelle trattate, le prevalenti. Sono diventate, ormai, secondo diversi report scientifici, una sorta di epidemia silenziosa che pone i pazienti a rischio di evoluzione in danno epatico grave, sino alla cirrosi e all’epatocarcinoma”. Le forme autoimmuni delle epatopatie colpiscono maggiormente le donne, quelle metaboliche più gli uomini.
L’ambulatorio di Codogno si occuperà anche di tutte le complicanze delle epatopatie croniche, compreso l’epatocarcinoma. Da aprile 2024 opera a Lodi la Liver Unit, un team multi specialistico che si occupa della gestione delle patologie del fegato più complesse: dai tumori alle complicanze dell’ipertensione portale, fra le conseguenze più gravi della cirrosi.
Nella strategia diagnostico-terapeutica per il paziente, il team valuta tutte le soluzioni, inclusa la necessità del trapianto di fegato. Ogni anno a Lodi, racconta la dottoressa, “sono una sessantina i tumori che diagnostichiamo”. Sono stati 1.800 i controlli e 650 le prime visite nel 2024 nell'ambulatorio del Maggiore: nel 2025 le visite epatologiche sono 30 in più alla settimana.