Immagine esemplificativa
Lodigiano, 23 giugno 2026
(Andrea Biraghi) Il Lodigiano entra nella parte più calda dell’estate con meno pioggia e un’Adda che continua a essere sostenuta dalle riserve del Lago di Como. Non c’è al momento una crisi idrica generalizzata, ma l’equilibrio diventa più delicato proprio nelle settimane in cui aumenta la richiesta d’acqua per irrigare i campi.
Nel bacino lombardo dell’Adda, durante il mese di maggio, sono caduti 101,84 millimetri di pioggia contro una media di 133,83. Il deficit è vicino al 24 per cento e riduce gli apporti naturali al sistema formato dal Lario, dal fiume e dalla rete dei canali irrigui che attraversa il territorio lodigiano.
A sostenere l’Adda resta soprattutto il Lago di Como. Nella mattinata di lunedì 23 giugno il livello del lago era di 66,6 centimetri sopra lo zero idrometrico, con un riempimento pari al 62,9 per cento del volume regolabile. Le riserve sono quindi ancora presenti, ma vengono utilizzate per alimentare il corso del fiume e le derivazioni destinate all’agricoltura.
Nello stesso momento nel Lario entravano circa 164 metri cubi d’acqua al secondo, mentre ne uscivano poco più di 215. Il saldo istantaneo era quindi negativo di circa 51 metri cubi al secondo. Il dato non indica da solo una situazione di emergenza, ma mostra che il lago sta rilasciando più acqua di quanta ne riceva.
È questo il punto centrale per il Lodigiano. L’Adda non dipende soltanto dalle piogge cadute in pianura, ma dall’intero sistema montano e lacustre che la alimenta. Quando gli apporti diminuiscono, le riserve del Lario permettono di sostenere il fiume e la rete irrigua, ma la loro tenuta dipende dalla durata del caldo e dall’arrivo di nuove precipitazioni.
Le prossime settimane saranno decisive soprattutto per le coltivazioni. Con l’aumento delle temperature cresce il fabbisogno d’acqua dei campi, mentre diminuisce quella disponibile naturalmente. Senza piogge consistenti, la gestione delle derivazioni e degli scarichi dal lago diventa quindi sempre più importante.