Lodi, 29 luglio 2026

(Red) Dieci comuni capoluogo della Lombardia, tra cui Lodi e Cremona, hanno trasmesso all’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano Maria La Russa una lettera congiunta sulle principali criticità che interessano la polizia locale. Il documento è stato inviato alla vigilia del Tavolo di consultazione riunito ieri. Per il comune di Lodi la lettera è stata sottoscritta dalla assessore alla Sicurezza e alla polizia locale Manuela Minojetti, per Cremona dall'assessore Santo Canale.

I rappresentanti dei capoluoghi hanno richiamato le questioni già sottoposte alla Regione nel luglio 2025 e affrontate nuovamente nel settembre dello stesso anno, rimaste in larga parte senza una soluzione. Rispetto all’ultimo confronto, il principale avanzamento registrato riguarda l’incremento dei corsi Polis destinati alla formazione di agenti e ufficiali.

Le richieste formulate riguardano l’aggiornamento del regolamento regionale sugli strumenti di autotutela, tra cui spray, bastoni estensibili e bodycam; l’attivazione di un’interlocuzione istituzionale con il Governo per consentire alla Polizia locale l’accesso diretto e gratuito alla banca dati Sdi; una programmazione stabile della formazione obbligatoria; maggiori risorse regionali per personale, mezzi e tecnologie; e l’accelerazione dell’iter della legge regionale sugli Street Tutor.

Nel corso del tavolo è stato chiesto di arrivare a un documento condiviso nel quale Regione Lombardia assuma impegni precisi sia sulle materie di propria competenza sia nei confronti del Ministero dell’Interno. In particolare, è stata sollecitata una presa di posizione comune sulla possibilità di accesso allo SDI da parte degli operatori delle Polizie locali.

L’impossibilità di consultare questa banca dati impedisce agli agenti di verificare, durante i controlli, eventuali precedenti penali o di polizia e altri profili di rischio relativi alle persone identificate. Una limitazione che determina una condizione di maggiore esposizione per gli operatori e indebolisce lo scambio informativo tra le diverse forze impegnate nella sicurezza del territorio.

I Comuni hanno inoltre evidenziato il crescente disallineamento tra le responsabilità affidate alla Polizia locale e gli strumenti effettivamente messi a sua disposizione. Alle amministrazioni comunali viene sempre più spesso richiesto di sostenere interventi che contribuiscono alla sicurezza generale, come la realizzazione dei sistemi di videosorveglianza, i cui investimenti restano in larga parte, e la cui manutenzione rimane interamente, a carico degli enti locali. A fronte di queste responsabilità, le risorse regionali destinate alla sicurezza e alla Polizia locale rappresentano una quota inferiore allo 0,1 per cento del bilancio complessivo della Regione.

Dal tavolo sono emerse alcune aperture, che dovranno tuttavia tradursi in atti e tempi certi. Nel mese di settembre Regione Lombardia dovrebbe convocare i comandanti delle Polizie locali per valutare l’aggiornamento del regolamento sugli strumenti di autotutela. Più lungo appare invece il percorso relativo agli Street Tutor, anche per la carenza delle risorse necessarie. La Regione si è infine resa disponibile a valutare, sempre nel mese di settembre, la sottoscrizione di una lettera congiunta da indirizzare al Ministero dell’Interno sul tema dell’accesso allo SDI.

«Il tavolo non può limitarsi a una ricognizione periodica delle criticità, ma deve diventare il luogo nel quale vengono assunti impegni precisi, accompagnati da risorse e scadenze – dichiara l’assessora Manuela Minojetti –. Ai Comuni viene chiesto ogni giorno di sostenere una parte sempre più rilevante delle politiche di sicurezza, investendo in personale, mezzi, tecnologie e videosorveglianza. Non è però accettabile che gli agenti della Polizia locale continuino a operare senza poter accedere alle informazioni di cui dispongono le altre forze di polizia. Non si tratta soltanto di riconoscere pienamente il ruolo che svolgono, ma di tutelarne concretamente la sicurezza e di rendere più efficace l’intero sistema a beneficio della collettività. Le aperture emerse rappresentano un primo passo, ma ora attendiamo che siano accompagnate da decisioni, tempi certi e adeguate risorse».