Lodi, 28 febbraio 2026

(Francesco Carrubba) L'Aido Provinciale di Lodi, cui è aggregata anche la sezione comunale di San Colombano al Lambro - parte della diocesi lodigiana -, ha partecipato questa mattina alla celebrazione "molto partecipata, intensa ed emozionante" per i 70 anni dalla morte - avvenuta il 28/2/1956 - del Beato don Carlo Gnocchi, nato a San Colombano e primo donatore di cornee nel nostro Paese: "Dal suo gesto ha preso il via la prima legge sulla donazione di organi che in quel momento non era permessa in Italia e quindi non era neanche normata", ricorda Giusy Baffi, presidente Aido Provinciale di Lodi.

La celebrazione, tenuta nel santuario diocesano - con le spoglie del Beato sotto l'altare - a due passi da San Siro a Milano, è stata presieduta dal Cardinale Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Folta la rappresentanza degli alpini, dei quali don Carlo Gnocchi è stato cappellano durante la seconda guerra mondiale. C'era anche Silvio Colagrande, il ragazzo che il giorno dopo la morte del Beato ha ricevuto una delle sue cornee.

Presenti inoltre il vicesindaco di San Colombano Paolo Cipolla con il gonfalone della città, la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo e alcuni ospiti della Fondazione Don Carlo Gnocchi, che risiedono nel centro che sorge alle spalle della chiesa. La fondazione nasce dalla nota creazione della "baracca", in cui don Gnocchi si occupava in modo particolare dei "mutilatini".

Nell'occasione il Cardinale Zuppi si è fatto fotografare con la sua tessera Aido e, anzi, ha fatto ritardare lo scatto proprio per ritrovarla e mostrarla spontaneamente. "Quindi possiamo dire: don Matteo uno di noi", ha commentato Giusy Baffi. "Certamente" è stata la prontissima risposta.