Lodi, 27 febbraio 2026
(Francesco Carrubba) "Senza consenso non c'è libertà". È il titolo del flash mob contro il ddl Bongiorno, aperto alla cittadinanza e in programma sabato 28 febbraio alle 18 in Piazza della Vittoria a Lodi. Le persone partecipanti mostreranno dei cartelli e ci saranno brevi interventi.
Prima di diventare nazionale, l'iniziativa nasce da "Tocca a noi", che ha sede a Firenze e vede la lodigiana Cristina Baggi nel direttivo. L'associazione civica toscana, protagonista di diverse campagne a partire dalla Tampon Tax fino alla violenza di genere, è entrata nel network che si è occupato di organizzare la piazza diffusa del 15 febbraio a Milano, con il corteo fino a Piazza Fontana, e la mobilitazione nazionale di Roma del 28 febbraio.
A Lodi si è creata una rete estemporanea di associazioni e sigle politiche, unite di fronte a quello che sta accadendo, anche nel dibattito mediatico e parlamentare: ne fanno parte le Rumorosse, il gruppo informale Lodi Arcobaleno, Cgil, Io per Te di Codogno, collettivo Fumetti, Se non ora quando, Donne in Circolo di Casalpusterlengo, Progetto Pretesto, PsicoPolis, Giovani e Donne Democratici e Pd di Lodi, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Codogno Insieme 2.0.
"Il ddl Bongiorno partiva da un bellissimo accordo tra Meloni e Schlein e prevedeva la tutela del consenso 'libero, attuale ed esplicito': l'attualità del consenso è fondamentale, spesso non viene considerata - ripercorre Baggi - Quando il testo è arrivato in Aula, è stato spostato l'asse normativo verso la reazione della vittima e così questa tutela è stata superata. È un fatto molto grave, che lede la persona. Fa rabbia che a 30 anni dalla rivoluzione del '96, quando lo stupro veniva riconosciuto non più come una lesione alla morale ma una lesione alla persona, le persone vengano messe ancora in difficoltà con questa inversione di marcia".
"Ci mobilitiamo affinché la politica si fermi e riveda le scelte, provando a ragionare di nuovo su quei 3 aggettivi. L'attuale formula potrebbe riaprire ambiguità interpretative". Nelle settimane successive si terranno nuove iniziative sul tema del consenso, organizzate da altre realtà lodigiane.