Lodi, 15 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Non chiedermi di ricordare. La frase che "chi ha decadimenti cognitivi non vuole sentire" fa da titolo al progetto annuale che inizia questo mese per costruire una città demenza-friendly, contro lo stigma dell'Alzheimer e dei disturbi cognitivi, per far sì che ci sia una conoscenza di questi temi: "L'ambizione è portare questa informazione nei quartieri della città in modo più capillare", anticipa l'assessora Simonetta Pozzoli oggi alla Fondazione Comunitaria che tramite i Bandi territoriali 2026, categoria Sociale, sostiene l'iniziativa con quasi 2.500 euro, la metà del costo totale, ma la raccolta fondi ne dovrà attrarre 1.246.

La missione è rendere la città di Lodi più accogliente e sensibile nei confronti delle persone affette da Alzheimer e da altre forme di demenza, nonché dei loro caregiver, con incontri aperti alla cittadinanza e attività di formazione rivolte alla comunità, riducendo i pregiudizi, offrendo occasioni di sostegno ai familiari e favorendo la piena partecipazione delle persone colpite da queste patologie alla vita sociale della città.

Tra i presenti Greta Borsani di Towanda, associazione capofila, il consigliere della Fondazione Renzo Tansini che introduce e Silvana Cesani, consigliera comunale, che è anche coordinatrice dell’Organismo di Partecipazione Tutela della Salute: ha stilato il piano per la tutela della salute, inserendo il tema della popolazione dimenticata, quella più anziana. "L'invecchiamento demografico è in corso, esplodono bisogni socio-sanitari nuovi. La risposta dei servizi spesso è standardizzata, ma non è adeguata ai bisogni di domani - spiega - Secondo l'Oms, oggi ci sono 50 milioni di persone nel mondo con demenza, saranno 78 nel 2030: in Lombardia da 1.141 milioni nel 2023 diventeranno 1,6 milioni nel 2030. Ben venga questa nuova alleanza che parte dalla Fondazione Comunitaria in collaborazione con l’Asst, che ha messo subito a disposizione i suoi 18 geriatri, e con Fondazione Santa Chiara, oltre al privato sociale e alle associazioni. Come territorio stiamo imparando a lavorare insieme e questo dà risultati".

L'idea del progetto nasce dalla consigliera comunale Simona Bernasconi e dalla condivisione del suo vissuto personale: "Tutte le malattie che non si vedono portano con sé uno stigma maggiore delle altre. L’Asst ha contribuito anche a riprogettare l'iniziativa per replicarla. C'è una prospettiva futura. La sfida ora è rispondere alle aspettative che abbiamo".

Greta Borsani di Towanda, associazione capofila

Lavinia Schiavi, facilitatrice di comunità e anima del Giardino delle Età, coordina il progetto: "Ho la mamma con l'Alzheimer. Vivo ogni giorno questa situazione insieme alla famiglia e a mio padre, ci si sente persi e soli. Conoscere aiuta a essere pronti e ad affrontare il percorso. La conoscenza toglie la paura. L’Alzheimer non si vede ma si sente. C'è una relazione continua tra Santa Chiara, Asst, Comune, tramite l'ascolto dei familiari e dei pazienti nelle prime fasi. Insieme si sta meglio".

È già in corso la partecipazione attiva fra familiari, esperti, cittadini e scuole per creare un orto didattico o un giardino dedicato pensato per i malati di di Alzheimer al parco delle lavandaie: la progettazione inizierà a settembre, coinvolgendo i ragazzi dell'Iis Merli, il Cra e il laboratorio Ricostruzioni.

Silvana Cirincione, direttore socio-sanitario, aggiunge: "Avevamo incrementato i nostri centri dedicati e stiamo lavorando a visite geriatriche a domicilio. In questo progetto si accoglie il malato e la sua famiglia: far conoscere la malattia, dai primi segni, a tutta la cittadinanza è fondamentale. I casi di demenza, disturbi cognitivi e Alzheimer sono in continua crescita, soprattutto tra gli over 85: è un problema sociale. I figli spesso sono lontani, le difficoltà sono tante".

La geriatra Fraia Falvo commenta: "In Asst nei centri dedicati abbiamo in carico 2mila pazienti. La demenza è una malattia che porta purtroppo alla morte. Abbiamo cercato di formare i cittadini su questo, spiegando loro a chi possono rivolgersi. Facciamo counseling e diamo informazioni, promuoviamo la presa in carico a 360 gradi. Fare rete è importante".

Donatella Bellocchio della Fondazione Santa Chiara sottolinea: "Vogliamo mettere le nostre competenze a disposizione del territorio. Facciamo già servizi domiciliari ma bisogna andare oltre il nostro portone per sensibilizzare le persone. Abbiamo pensato a laboratori esperienziali, psicomotori e cognitivi all'interno della nostra Fondazione. Le persone non saranno lasciate sole: potranno essere coinvolte nel nuovo percorso del Caffè Alzheimer al via ad ottobre".

Ci sarà anche Fiab Lodi Ciclodi con attività per familiari e malati tra passeggiate a piedi e in bicicletta. Dopo i quartieri San Bernardo e Fanfani, i prossimi incontri informativi si terranno a San Fereolo e nella città bassa, sempre in oratorio e in parrocchia.