Sant'Angelo, 16 giugno 2026

(Andrea Biraghi) Il Magnete APS ha restituito il contributo da 1200 euro legato alla riqualificazione del Panchinone di piazza Duca degli Abruzzi, presentato pubblicamente come intervento realizzato con il sostegno di BCC Lodi. La decisione è arrivata dopo la conferenza stampa e dopo la comunicazione ufficiale sul progetto, che secondo l’associazione non ha dato il giusto peso al lavoro dei volontari.

La presidente Annamaria Sgorlon chiarisce però subito un punto: l’associazione non vuole aprire uno scontro con BCC Lodi. Al contrario, Il Magnete riconosce il ruolo della banca sul territorio e il sostegno dato a molti progetti sociali. La questione, spiegano dall’associazione, non riguarda i soldi in sé, ma il modo in cui l’intervento è stato raccontato pubblicamente.

A pesare è stata soprattutto la reazione emotiva dei volontari. Molti di loro avevano lavorato per settimane al Panchinone, spesso dopo la normale giornata lavorativa, tra fatica fisica, materiali acquistati direttamente dall’associazione e competenze messe gratuitamente a disposizione. Proprio per questo la conferenza stampa, con targhe, fotografie ufficiali e un riconoscimento giudicato troppo marginale verso chi aveva realizzato materialmente il progetto, è stata vissuta come una ferita.

“Quando abbiamo visto le fotografie della conferenza stampa, le due parole dedicate, quasi tra i denti, ai volontari, molti dei nostri ragazzi erano ancora sul posto a lavorare”, spiega Sgorlon. “È stato questo contrasto ad averci feriti profondamente”.

La presa di posizione era arrivata anche con un messaggio pubblico dell’associazione. “La beneficenza si fa in silenzio, non con le targhe e nemmeno con conferenze stampa organizzate senza coinvolgere chi ha progettato, realizzato e portato avanti il lavoro per settimane”, aveva scritto Il Magnete. L’associazione aveva aggiunto di non sentirsi un’agenzia pubblicitaria e di non condividere un modo di operare che, a suo giudizio, rischia di attribuire meriti a chi non ha contribuito concretamente alla realizzazione dell’opera.

Secondo la ricostruzione dell’associazione, la contrarietà a una conferenza stampa impostata in quel modo era già stata espressa prima. I volontari avevano anche proposto di restituire il contributo qualora si fosse deciso di procedere comunque con targhe e comunicazione ufficiale, perché quella scelta non veniva ritenuta in linea con lo spirito del progetto.

Dietro il Panchinone, sottolinea Il Magnete, ci sono centinaia di ore di lavoro gratuito e una fatica concreta. Sgorlon racconta anche il peso personale di questo impegno: convive con una grave disabilità e, nei momenti di maggiore fatica, deve ricorrere all’ossigenoterapia. Nonostante questo, ha continuato a lavorare al progetto insieme agli altri volontari. Altri partecipanti, riferisce ancora l’associazione, hanno dovuto fare i conti con colpi di sole, febbre, mal di schiena e malori, senza però interrompere il lavoro.

La somma è già stata restituita. Il Magnete riferisce anche di aver speso oltre 2.500 euro in materiali, cifra che ora spera di recuperare attraverso nuovi sostegni. Da qui l’appello alle aziende del territorio: chi vuole contribuire può aiutare l’associazione a coprire le spese sostenute, con la garanzia che le risorse verranno utilizzate per le attività con i ragazzi e per nuovi progetti sociali.

L’associazione precisa di apprezzare anche la dichiarazione di estraneità della banca rispetto alla vicenda, ma chiede che venga chiarito il senso dell’intervento e che il lavoro dei volontari non resti sullo sfondo. Per Sgorlon, il punto resta il riconoscimento delle persone che hanno pensato, progettato e realizzato l’opera.

“Per noi la questione è molto semplice: il valore più importante di quest’opera non sono le targhe o le fotografie ufficiali, ma le persone che hanno donato il proprio tempo, le loro competenze e una parte della loro vita per costruire qualcosa di bello per la comunità”, aggiunge Sgorlon.