Lodi, 25 febbraio 2026

(Francesco Carrubba) La Stagione Internazionale di Chitarra Classica, alla 19esima edizione, porta in città i concerti gratuiti dei migliori chitarristi al mondo con il loro strumento, la loro arte e anche la loro umanità: dall'artista che è sceso dall'aereo con la sciatica e ha potuto suonare grazie alla puntura di un'infermiera ai musicisti esteri impazziti per raspadura e prosecco. C'è anche chi ha portato fino in fondo l'esibizione pur dovendo fare pause impreviste alla toilette, senza che il pubblico si accorgesse di nulla. Il maestro argentino Victor Villadangos, poi, ha suonato le colonne sonore di Walt Disney ritrovandosi a sorpresa davanti a una ventina di bimbi a una festa di compleanno e scegliendo una delle 52 chitarre della collezione del Direttore Artistico Mario Gioia, alla guida dell'Atelier Chitarristico Laudense, ente no profit: organizza la rassegna fin dall'inizio, sceglie solo strumentisti pluripremiati e potrebbe raccontare decine di aneddoti, incluso quando ha fatto radiografare uno strumento in un ambulatorio medico per la manutenzione.

"Non amplifichiamo, lo strumento viene suonato com'è nato". Le esibizioni - a ingresso libero, chi vuole può tesserarsi all'associazione - si tengono alle ore 17 nell'Aula Magna del Liceo Verri, "a 5 metri dall'artista". Si parte l'8 marzo, Festa della donna, con la russa Irina Kulikova che vive in Olanda ed è la vincitrice del Concorso Internazionale "Michele Pittaluga": sulla locandina una mimosa spunta dalla sua chitarra. Il 12 aprile tocca a Catalina Pires: 20enne, suona violino e chitarra, è la promessa più importante della Germania. Il 10 maggio è il turno dell'italiano Andrea Roberto, che ha vinto la “Parkening International Guitar Competition”, l'Oscar della chitarra, ed è il primo ad aver eseguito l'integrale delle Sei Rossiniane di Mauro Giuliani in Giappone: "Per riuscirci devi essere un marziano", commenta Gioia. Il 13 settembre il performer è Virgile Barthe, Classe 2003, "vincitore di una trentina di concorsi internazionali".

Solo il 7 giugno si cambia location. Al tempio Civico dell'Incoronata arriva Marcello Fantoni: con uno strumento originale del 1820 del liutaio francese Louise Lacote, in comodato d'uso da parte di un collezionista internazionale, suona il repertorio dell'epoca con brani di Carulli, Giuliani e Legnani. "Non ha la potenza sonora degli altri strumenti, monta corde di budello come si usava, ma fa conoscere la nostra musica italiana che non viene più eseguita - spiega il direttore artistico - Una chitarra esaurisce 'la voce' dopo 10-12 anni: i musicisti la suonano 3-4 ore tutti i giorni. La tavola armonica di solito è fatta di abete della Val di Fiemme: si narra che Stradivari andasse a scegliere personalmente l'abete di risonanza".

"Come atelier, promuoviamo anche la liuteria - racconta Gioia - Una chitarra classica di liuteria costa da 6mila euro in su. Una chitarra classica di grande qualità costa come un'auto di segmento alto: sono strumenti da 1300 grammi di legno. Dalla fine del 700 fino all'820 la chitarra era piccola, molto dolce e con poca voce. Antonio de Torres Jurado l'ha sviluppata portandola alla chitarra moderna. Oggi ci sono strumenti in carbonio che suonano forte come un pianoforte e le corde sono in titanio".

"Lodi diventa un trampolino di lancio, molti tra i migliori di oggi hanno esordito con il primo concerto nella nostra città. I video dei live hanno 1,5 milioni di visualizzazioni sul canale YouTube del comune", ricorda Gioia che ha ricevuto auguri dai musicisti di tutto il mondo per i suoi 80 anni.

L'assessore alla cultura Francesco Milanesi sottolinea il "posizionamento nella geografia culturale internazionale" ottenuto dalla città grazie all'evento: "Nelle primissime edizioni i confini erano contenuti, nel corso del tempo la manifestazione è diventata talmente riconosciuta che ci sono chitarristi che chiedono di venire a suonare a Lodi: fa curriculum. Come amministrazione comunale abbiamo sostenuto e adottato questo evento, importante per la città. Attrae persone da fuori città, da fuori regione e talvolta dall'estero. È musica d'arte ed eccellente".

La dottoressa Paola Negrini, Segretario Generale della Fondazione Banca Popolare di Lodi, presente in tante attività culturali e sociali, sostiene da sempre l'iniziativa: "Abbiamo creduto in questo progetto fin da quando siamo nati, per la sua qualità. Il sostegno è continuato negli anni. Abbiamo due artisti italiani e tre stranieri, in questa stagione, con attenzione per giovani emergenti da valorizzare. È un evento che ci qualifica come territorio. Si crea inoltre un circuito di Arte e solidarietà: da qualche anno l'Atelier ha accettato di dedicare l'ultimo concerto a una raccolta fondi a favore dell'emporio solidale. L'anno scorso sono stati raccolti oltre 800 euro".