Lodi, 23 febbraio 2026

(Francesco Carrubba) L'artista lodigiana Flavia Marina Pera in arte Flavia Flàme espone le sue opere all'Ethos Cafè a Lodi in Corso Vittorio Emanuele II. "In totale sono 14 disegni, resteranno esposti fino a circa metà settembre e quindi ci sarà tempo per cambiarli e metterne di nuovi", racconta.

Capace di fermare nelle forme e nei colori i dettagli, dai volti femminili agli sguardi, le sue tecniche spaziano. Ma qui utilizza principalmente acquerello e disegno digitale: "La mostra è piccola, ma molto significativa per me. Sono esposti alcuni dei miei lavori più vecchi, realizzati in acquerello, tecnica che prediligevo prima di dedicarmi al digitale e a cui rimango molto legata, insieme ad altri più recenti, appunto digitali".

L’esposizione è nata in maniera semplice e spontanea. "Una persona molto cara, che da tempo mi incoraggiava a trovare un’occasione per esporre, questa volta ci è riuscita davvero: ha mostrato i miei lavori ad Andrea, il proprietario di Ethos Café, che li ha apprezzati e ha voluto metterci in contatto. Da lì è stato naturale organizzare tutto".

"I tre lavori più datati sono in acquerello e matita, mentre gli altri sono realizzati in digitale - continua - Per quanto possano essere tecniche tanto diverse, in realtà il mio approccio non cambia molto: uso l’iPad e la Apple Pencil come se fossero un foglio bianco e una matita. Il digitale, però, mi permette di giocare di più con colori e soggetti.

I protagonisti dei miei lavori sono quasi sempre volti umani o dettagli che racchiudono emozioni. Una menzione speciale va alla parte della collezione dedicata agli Arcani Maggiori, a cui sono particolarmente affezionata".

"Io, per carattere, non amo espormi - aggiunge - "L’idea che qualcuno possa bere un caffè o una bevanda accanto alle mie opere, sinceramente, mi fa stare bene. Non ho mai sentito mio il formato della mostra personale tradizionale: richiede un certo tipo di presenza e di energia sociale che non mi appartiene. Esporre in un bar, invece, rende tutto più spontaneo. Le opere diventano quasi un sottofondo, si intrecciano alla vita quotidiana delle persone senza imporsi. Mi piace pensare che qualcuno possa incontrarle per caso, magari mentre chiacchiera o si prende una pausa. È un modo per condividere il mio lavoro in modo più naturale e forse anche più vero".

Cosa riserva il futuro? "Progetti non ne ho mai… magari occasioni. Vivo un po’ giorno per giorno, e se c’è un’opportunità provo a coglierla. Ora vorrei realizzare una serie sulle grandi donne della storia. Ho iniziato facendo una mia interpretazione di Cleopatra, la prossima sarà Ipazia, filosofa della Grecia Antica e poi Rosa Parks. Ma è tutto in divenire".