Sant'Angelo Lodigiano, 12 giugno 2026
(Francesco Carrubba) Il Panchinone restaurato da il Magnete ha superato le 100 impronte, nella prima parte, ma restano diversi metri quadri da riempire. Stasera i volontari faranno dei ritocchi, domani saranno ancora presenti dalle 20 e domenica dalle 16:30: "Se il tempo ci aiuterà, speriamo di completare il panchinone entro domenica sera. Continuiamo a sperare che arrivino ancora tante impronte - spiega la presidente Annamaria Sgorlon - e chissà, magari tra tutte quelle già presenti e quelle che verranno, ci sarà spazio anche per quella del Santo Padre. Sarebbe un segno bellissimo, ma guardando tutte quelle mani una accanto all'altra, possiamo già dire di aver visto qualcosa di straordinario, una comunità che ha scelto di lasciare il proprio segno non soltanto su una panchina, ma nella vita delle persone".
Dal pomeriggio fino alle 2 di notte, per 10 ore consecutive, i volontari - inclusa Daisy, la cagnolina mascotte - hanno lavorato sul retro del Panchinone, aggiungendo la decorazione tartarugata e frasi motivazionali: "Alcune sono nate dalle nostre idee, altre sono state suggerite direttamente dalle persone che passavano. Una signora si è persino fermata a fotografarne una perché vuole tatuarsela sulla pelle - continua Annamaria - La stanchezza c'è sicuramente, ma ogni volta che qualcuno si ferma a farci un complimento, ci porta da bere, lascia una piccola offerta, decide di tesserarsi per sostenerci o semplicemente si mette a parlare con noi, capiamo che tutto questo ha un enorme valore".
Persone di ogni età, dai bambini e ragazzi ad adulti e nonni, scelgono un colore e lasciano il proprio segno contro il bullismo, il cyberbullismo, la discriminazione, l'indifferenza e a favore dei diritti umani e della gentilezza: "I bambini vogliono fotografarsi seduti sopra, le persone si fermano a leggere la frase e spesso vanno sul retro per cercare di trovare tra i pensieri quello che sentono più vicino al proprio vissuto - conclude la presidente - Alle due di notte, una ragazza si è fermata insieme alla mamma per chiedere informazioni sul nostro sportello di ascolto. Creare occasioni in cui qualcuno si senta accolto abbastanza da raccontare la propria storia e chiedere aiuto è fondamentale per noi".