Lodi, 18 febbraio 2026

(Andrea Biraghi) Ogni volta che piove, la scena si ripete. Sulla pista ciclabile si forma un vero e proprio lago. A segnalarlo sono cittadini lodigiani, che lamentano da anni la presenza di un tombino che, in caso di precipitazioni intense, provocherebbe allagamenti lungo il percorso ciclabile. Le immagini mostrano ristagni evidenti, con l’acqua che invade la corsia rossa rendendo difficoltoso il passaggio.

Le criticità non riguarderebbero un solo punto: tra le vie citate compare anche via Defendente, dove durante i temporali si verificherebbero situazioni analoghe.

Il tema si intreccia con il programma di manutenzione avviato dal Comune di Lodi nel corso del 2025. L’amministrazione, in accordo con la società Aprica, ha annunciato un piano intensivo di pulizia delle caditoie e delle bocche di lupo con l’obiettivo di ripulirne circa 1000 entro la fine dell’anno. Gli interventi sono partiti a metà giugno, concentrandosi inizialmente su alcune direttrici principali, tra cui proprio via Defendente.

Nel dettaglio, nell’elenco diffuso dall’amministrazione risultano 87 caditoie pulite in via Defendente, all’interno di un totale di 816 interventi complessivi. Il dato, aggiornato ad agosto 2025, rappresenta l’ultimo aggiornamento pubblico disponibile sullo stato di avanzamento del piano.

L’assessore all’Ambiente Stefano Caserini aveva parlato di interventi che non venivano eseguiti in modo sistematico da circa un decennio, sottolineando l’importanza dell’azione per contenere i disagi legati alle piogge estreme.

Eppure, a distanza di mesi, proprio via Defendente continua a essere oggetto di segnalazioni in caso di precipitazioni intense.

Il punto non riguarda tanto il numero degli interventi effettuati, quanto la loro efficacia rispetto alle criticità riscontrate. Se una zona risulta già oggetto di pulizia ma continua a presentare allagamenti, le possibili spiegazioni possono essere diverse: riotturazione rapida, accumulo straordinario di detriti, pendenze non ottimali oppure un sistema di smaltimento che fatica a reggere eventi meteorologici sempre più intensi.

Si tratta di aspetti tecnici che richiedono verifiche specifiche. Resta però un elemento oggettivo: tra piano annunciato e situazioni ancora segnalate emerge un disallineamento che merita chiarimenti.

Ora la domanda è semplice: il piano delle 1000 caditoie è stato completato? E nelle vie dove gli interventi risultano già effettuati sono previsti controlli successivi o manutenzioni periodiche?