Lodi News - Vizzoli - Acido trifluoroacetico nell'acqua Acqua dal rubinetto

Vizzolo, 8 maggio 2026

(Redazione) Legambiente Lombardia vuole vederci chiaro dopo che una nota congiunta di 10 comuni ha dato conto della presenza di acido trifluoroacetico (Tfa) nelle acque del proprio territorio, pur precisando che "le autorità sanitarie escludono rischi per la salute" e che sia le amministrazioni locali sia il gestore idrico "stanno lavorando per rientrare nei limiti normativi previsti per il 2027".

L'inquinante in questione, della famiglia dei Pfas, è stato trovato nelle falde sotterranee dell'est Milanese: tra i 10 Paesi ci sono località come Vizzolo Predabissi e San Zenone al Lambro, vicine al Lodigiano, oltre a Bussero, Caponago, Cassina de' Pecchi, Gorgonzola, Liscate, Melzo, Pessano con Bornago, Vignate.

Secondo Legambiente, riguardo alle concentrazioni nelle acque che servono parte degli acquedotti di questi paesi, "le fonti sembrano essere plurime, e sebbene una fonte sia già accertata nelle lavorazioni di un'industria farmaceutica, non è ancora chiaro quanto pesino anche altre fonti, sia puntiformi sia diffuse, collegate alla produzione di farmaci e fluidi refrigeranti, nonché all’utilizzo di pesticidi fluorurati in agricoltura".

“Esprimiamo fiducia nell’operato di Cap, gestore della rete acquedottistica locale, messa in sicurezza con grande tempestività, e in Arpa Lombardia, che sta operando con grande perizia per risalire all’origine, e dunque all’interruzione, delle emissioni inquinanti - afferma Lorenzo Baio, vicepresidente di Legambiente Lombardia - Tuttavia, non possiamo fare a meno di evidenziare come il sistema produttivo lombardo esprima ancora inaccettabili fragilità nelle misure di prevenzione degli inquinamenti, e che l’eccessivo utilizzo di pesticidi da parte dell’agricoltura lombarda continui ad alimentare uno stato di grave precarietà per lo stato chimico delle acque di falda e di superficie”.

Il Tfa "non tende fortunatamente ad accumularsi nell’organismo, che lo elimina in pochi giorni" - continua Legambiente - ma questo non significa che sia privo di effetti sulla salute umana, oltre al fatto che, trattandosi di un ‘inquinante eterno’ (forever chemical), esso è destinato ad accumularsi irreversibilmente negli ambienti naturali".

“Legambiente, che da anni monitora il tema dell’inquinamento da PFAS in Lombardia, chiede a Regione Lombardia di essere informata sui lavori del tavolo di emergenza attivato a livello regionale - conclude Baio - ed è pronta a perfezionare l’esposto, qualora siano individuate le aziende responsabili dell’inquinamento dalle indagini di Arpa Lombardia. Legambiente chiede anche che il principio fondamentale del ‘chi inquina paga’ sia fatto valere senza tentennamenti nei confronti dei responsabili dell’inquinamento e a tutela dei cittadini".