Lodi, 17 aprile 2026
(Francesco Carrubba) I fili conduttori di quest'anno saranno i Cieli antichi, in un programma che come sempre vuole celebrare la cultura classica e rileggere il patrimonio costruito fin dal passato a beneficio del presente e del futuro. Il festival Kàlamos, terza edizione, torna a Lodi dall’8 al 10 maggio con 10 eventi tra conferenze, attività culturali e approfondimenti.
La manifestazione, promossa dalla delegazione lodigiana dall'Associazione Italiana di Cultura Classica (Aicc) all'insegna di una divulgazione accessibile ma accurata, prevede 3 giorni in diversi punti del centro storico, dagli spazi pubblici a luoghi di valore storico e architettonico: piazze, chiostri, cortili, sedi istituzionali.
Tra le principali novità c'è uno spettacolo teatrale, rilettura scenica di una tragedia greca, e momenti di raccordo tra gli appuntamenti, sviluppati grazie alla collaborazione con l’Università di Pavia.
Nell’edizione 2025 sono stati registrati circa mille partecipanti, mentre la presenza di Aicc Lodi continua a rafforzarsi, grazie anche ad incontri culturali promossi durante l’anno.
"Kàlamos nasce con l’idea di restituire alla cultura classica una funzione viva, capace di parlare al presente - dichiara Piera Pesatori, presidente della delegazione lodigiana dell’AICC - Il tema dei 'Cieli antichi' richiama uno sguardo che appartiene al mondo antico, ma che continua a interrogarci oggi, tra bisogno di senso, esplorazione e immaginazione".
"Desidero rivolgere un ringraziamento particolare a tutte le persone che hanno sostenuto la realizzazione della rassegna attraverso la raccolta fondi legata al bando della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, così come ai numerosi giovani coinvolti nella programmazione e nell’organizzazione. Significativo anche il contributo degli studenti inseriti nei percorsi di formazione scuola-lavoro, che quest’anno sono circa 35 - conclude Pesatori - Kàlamos è, sempre più, un’esperienza condivisa, che cresce grazie al contributo di molti e tiene insieme ricerca, divulgazione e partecipazione".